Nel comune di Reggello, in Toscana, si trova uno di pochi esempi, presenti in Italia, di architettura orientalista dell’800. Parliamo del Castello di Sammezzano, frutto della geniale mente del marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona. In Stile moresco con richiami indiani, medievali, persiani, è un vero e proprio maniero impregnato di uno sguardo verso l’oriente da Le mille e una notta.La sua storia è davvero interessante. Si trattava di una fortezza medievale del IX secolo, situata sulla sommità di una collina che vide passare, proprio da essa, nel 780, addirittura il re dei Franchi Carlo Magno, di ritorno da Roma, dove si era recato per far battezzare suo figlio dal Papa.
Nel corso dei secoli, la proprietà del Castello passò tra le mani di diverse famiglie fiorentine, tra cui i Gualtierotti, gli Altoviti e persino i Medici.Nel 1605 la fortezza venne acquistata dal nobile portoghese Sebastiano di Tommaso Ximenes d’Aragona che si sposò con Caterina de’ Medici e la tenuta rimase in loro possesso sino al 1816, divenendo, poi, di proprietà di Pietro Leopoldo, figlio di Vittoria Ximenes d’Aragona e del nobile pistoiese Niccolò Panciatichi. Alla morte di Pietro Leopoldo, passò al figlio Ferdinando insieme agli altri beni.
Ispirato nell’esterno al Taj Mahal e negli interni all’Alhambra di Granada, il Castello di Sammezzano che cattura l’attenzione con i suoi coloratissimi vetri, i motivi geometrici, le sue esplosioni cromatiche, i riflessi di tessere di mosaico, vanta 365 sale, tra cui la Sala delle Stalattiti, la Sala Bianca, l’Ottagono dl Fumoir, la Sala degli Specchi, quella da Ballo, la Sala degli Amanti, dei Gigli, dei Pavoni, dei Bacili, degli Spagnoli. Le sale sono una diversa dall’altra, con un’unica incisione posta in vari punti di esse, “non plus ultra”, a dimostrazione della straordinaria unicità e originalità dl Castello e del suo costruttore.
Un castello unico quello di Sammezzano, con spazi gremiti di nicchie, angoli nascosti, aperture panoramiche, filari di colonne,percorsi quasi labirintici, capitelli, peducci, archi, cupole, pennacchi, grondanti di ricami di rivestimenti con arabescate filigrane di gesso. Spettacolare anche l’area intorno al Castello, il cd Parco Storico che conta un patrimonio botanico di inestimabile valore: sequoie della California, cipressi, pini, abeti, yucche, querce, aceri, cedri, lecci ecc. L’arredamento architettonico è realizzato con elementi in stile moresco : un ponte, una grotta artificiale con statua di Venere, vasche, fontane e altre creazioni decorative in cotto.