La norma al centro dell’inchiesta in Basilicata, “sia nella sua formulazione individuata nel cosiddetto Sblocca Italia che in quella poi definita nella Legge di Stabilità, prevede solo una semplificazione amministrativa sul rilascio di autorizzazioni, senza incidere minimamente sulle salvaguardie ambientali, anzi in qualche modo rafforzandole“. Lo ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti durante il Question Time alla Camera o meglio l’interrogazione relative alle problematiche ambientali scaturite dall’inchiesta Tempa Rossa sottolineando che “è il motivo per cui il ministero dell’Ambiente ha condiviso entrambe le stesure“.
In particolare, aggiunge Galletti, “nel caso della norma contenuta nella Legge di Stabilità, il ministero ha espresso formalmente un parere favorevole, come risulta dagli atti. Va sottolineato infatti che la norma si limita a spostare una competenza autorizzatoria, affidandola allo Stato. Non determina, dunque, alcuna incisione di interessi ambientali. Anzi – rileva il ministro – si fanno espressamente salve le vigenti normative in materia ambientale. Lo spostamento della competenza in questione alla sede governativa, culminante nell’attribuzione al Consiglio dei ministri della potestà di deliberare in caso di mancanza dell’intesa con la Regione, fa sì che la cura degli interessi di tutela ambientale cui è preposto il mio ministero possa essere perseguita direttamente dalle nostre strutture. Ciò assicura che l’attenzione nei confronti dei profili ambientali sia caratterizzata da alta competenza tecnica, dalla massima visibilità e responsabilità politica, nonché – e non si tratta di un profilo di secondo piano – da un metro unitario in grado di assicurare parità di trattamento tra le diverse parti d’Italia. L’opera in questione è ritenuta strategica dal governo. Da tutto il governo. E condivido profondamente questa scelta“, conclude Galletti.
In particolare, per quanto riguarda il sistema di scarico di acque nel sottosuolo, Galletti ha evidenziato che esso “può essere autorizzato, ai sensi del Codice Ambientale, dalle Regioni nelle ‘unità geologiche profonde’ da cui gli stessi idrocarburi sono stati estratti, ovvero in altre delle stesse caratteristiche. Le relative autorizzazioni sono rilasciate corredate delle necessarie prescrizioni tecniche tese a prevenire possibili inquinamenti di altri sistemi idrici ed ecosistemi“. “La Gorgoglione è in fase di sviluppo e l’inizio della produzione è previsto nel 2018. In tale concessione non vi è dunque attualmente attività di estrazione di idrocarburi né di re-iniezione di acqua. Nella Val d’Agri – ha proseguito – la produzione, compresa tra 80.000 e 90.000 barili al giorno, è invece attualmente sospesa in conseguenza dei provvedimenti di sequestro operati dalla magistratura di Potenza”.
