E’ diventato un caso nazionale. Fortunatamente, dopo tante sollecitazioni da parte dei cittadini indignati, la risoluzione sembrerebbe esser vicina. E’ giusto però ripercorre la storia di questo tesoro siciliano, che è stato bistrattato dai politici e politicanti siciliani. Stiamo parlando di Villa Piccolo, più famosa come la Villa del Gattopardo.
La questione. La bellissima Villa sembrerebbe chiudere per un piccolo errore di calcolo. Infatti, il presidente della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovella, dichiara che: “hanno ignorato per anni una legge che destinava i fondi alla Villa, poi hanno ‘dimenticato’ di versare alla Fondazione le quote dei biglietti che dovevano fungere da ‘ristoro’ a quella ingiustizia, alla fine ci hanno detto che i conti erano da rifare perché c’era una differenza di 50 centesimi tra i nostri e i loro conteggi”. Villa Piccolo chiude per 50 centesimi. Esplode il caso, che da lì a poco diventerà nazionale. Partono le iniziative dei cittadini indignati, che su Facebook creano gruppi come: “Dona anche tu 50 cent alla Regione Sicilia per salvare Villa Piccolo”.

La soluzione si avvicina. Dopo diversi giorni arriva uno spiraglio di luce. L’assessore Vermiglio dichiara di voler trovare una soluzione alla drammatica vicenda prendendo in considerazione anche le iniziative promosse dalla Fondazione. A lui, segue il Presidente Crocetta che solo ieri ha incontrato il Consigliere Pruiti per cercare di risolvere definitamente la situazione finanziaria della Fondazione. L’assessore ha assicurato che l’erogazione di quanto dovuto vi sarà in tempi brevi e che il capo della sua segreteria tecnica lavorerà con il Cda della Fondazione per evitare la definitiva chiusura. Nonostante questo, il consigliere ha dichiarato che la villa resterà chiusa fino a quando non si risolverà concretamente la problematica. Si sa, “le parole le porta via il vento” ed i Siciliani così come tutti gli Italiani sono stanchi di sole parole, stanchi di veder chiusi o abbandonati a loro stessi edifici simbolo e altri patrimoni della nostra Nazione.
