Le statue monolitiche dell’Isola di Pasqua (in lingua nativa Rapa Nui, “grande isola/roccia”) sono da secoli un interessante e oscuro argomento di discussione. Di recente (in realtà con cadenza regolare negli ultimi anni) una serie di foto è diventata virale sul web, generando confusione sull’esistenza o meno di “corpi nascosti” al di sotto delle celeberrime teste. Qual è la verità che si cela dietro alle foto?
I Moai sono stati scolpiti dalla popolazione di Rapa Nui sulla remota isola cilena nell’Oceano Pacifico. Sulla datazione c’è ancora incertezza – spiega Tom Hale su IFLSCIENCE, citato dalla Richard Dawkind Foundation – ma la maggior parte degli esperti concorda che la creazione delle statue è avvenuta tra il 1100 ed il 1500.
Il Moai di dimensioni maggiori, noto come “Paro” si staglia per quasi 10 metri d’altezza: solo uno degli 887 esemplari presenti sull’isola. La comunità archeologica sa bene che queste teste sono anche dotate di un corpo dal 1914, dalla spedizione Mana con Katherine Scoresby Routledge, eppure il fatto sembra aver colto di sorpresa il pubblico.

Van Tilburg, del Cotsen Institute of Archaeology della University of California, ha spiegato che “la ragione per cui le persone pensano che esistano solo le teste è perché esistono circa 150 statue seppellite fino alle spalle sul versante di un vulcano, e sono proprio queste le più famose, le più belle e le più fotografate di tutte. Ciò suggerisce che chi non ha visto le foto delle altre statue dissotterrate pensi che ci siano solo le teste.”