“La grandezza di una città nel Medioevo non era data soltanto dall’importanza dei suoi organismi politici o da quella del suo potenziale mercantile, ma anche dalla sua possibilità di incidere a livello della formazione e della diffusione di un pensiero culturalmente avanzato e capace di creare una mentalità che avrebbe contribuito in maniera significativa a far progredire l’insieme della società“. Questa riflessione doveva essere ben presente nella mente del ceto politico che amministrava e dirigeva il Comune di Perugia, tanto che una disposizione dello Statuto del 1285 impegna il Comune a promuovere la creazione di uno “Studium ut civitas Perusii sapientia valeat elucere et in ea Studium habeatur” (affinché la città di Perugia brilli per sapienza e in essa ci sia uno Studium). Il pieno raggiungimento di questo obiettivo si ebbe con la bolla “Super specula” emessa dal papa Clemente V, che venne concessa a Perugia l’8 settembre 1308, atto di nascita ufficiale dell’Università di Perugia. Costituiva il coronamento di un’aspirazione che la città coltivava da tempo: “dotarsi di uno Studio universitario capace di gareggiare con quelli famosi di Bologna e di Padova”.


Azzone apre il convegno con una dichiarazione d’intento: “Non sono qui per convincervi a tutti i costi. Ognuno di voi è libero di pensare e metabolizzare. Il mio compito è quello di condurvi lungo un percorso informativo…. Non parlo a nome dell’Aeronautica Militare…. Riguardo a questa conferenza e del relativo contesto, è stata scatenato uno sciacallaggio mediatico senza precedenti contro gli organizzatori e contro tantissimi italiani, offesi, umiliati, denigrati e calpestati da una ciurmaglia di disinforma tori”.
Azzone prosegue il suo intervento seguendo il solito canovaccio complottaro….ossia attaccando vivamente Paolo Attivissimo e Simone Angioni. Poi la solita solfa didattica sulle radiosonde e sul nomogramma di Herlofson, condita dai visti e rivisti video interviste all’ex pilota della British Airways Alan De Tourtoulon (2013), al Prof. Coen Vermeeren (2013), al Dott. Nikos Katsaros (2013) ed al filologo Peter Vereecke (2012).
Dopo la visione degli obsoleti video, si torna alla didattica: è la volta, questa, delle scie dinamiche, delle scie da motore, camere di combustione, turbine e coni di scarico.
Ma le teofanie in seno al maresciallo stanno per essere servite…e non sono di poco conto….roba da far sobbalzare dalle loro tombe gente del calibro di George Hadley, Gaspard Gustave Coriolis, Carl Gustaf Rossby e, perché no, Edward Lorenz.
“Innanzitutto – afferma Azzone, – smettiamola di chiamarle SCIE CHIMICHE ma IRRORAZIONI ATMOSFERICHE ARTIFICIOSE”. Questa illuminazione, di per sé, vale il ‘prezzo del biglietto’…ma i due documenti che seguono dissipano ogni dubbio sulla reale esistenza delle scie chim…ops… irrorazioni atmosferiche artificiose. Chapeau.
Uscito di scena il Primo Maresciallo, è il turno del sempreverde Giorgio Pattera…. Sì, proprio lui…. Il biologo che, presentando le analisi dell’acqua piovana, scambia microgrammi (µg/l) per milligrammi (mg/l).
Pattera introduce le sue teorie al grido, stile William Wallace nel film Braveheart, di “ ….più negano, più confermano. Noi siamo qui e non ci fermeremo!” NOVANTADUE MINUTI DI APPLAUSI.
Il secondo video, datato 14 gennaio 2009, ci riporta alle comuni affermazioni del meteorologo tedesco Gunther Tiersch durante le sue previsioni meteo sul canale televisivo ZDF.
Purtroppo anche Pattera stenta a riqualificare il proprio materiale divulgativo.
Grazie Magda Piacentini… continua pure a deliziarci con queste perle di inestimabile valore. I climatologi, i meteorologi, gli scienziati (quelli veri) ed i debunkers ringraziano davvero di cuore.
Ma ecco giungere, finalmente, il momento cult del convegno…. Ci perdonerà il biologo-nutrizionista specializzato in scienza dell’alimentazione, responsabile del Centro di Educazione al Dimagrimento di Perugia, Dott. Franco Trinca ma, per motivi di becera censura voluta dai vertici NWO, salteremo a piè pari la sua autorevole recensione. L’intervento, congiunto, del ricercatore indipendente Pietro Nicoletti e della docente Marinella Giulietti…. Sì…proprio loro… Gli esperti che vedono e temono elicotteri neri, senza alcuna insegna, dotati di antenne e radar che girano a bassa quota nei giorni in cui il cielo è solcato dalle scie!
Devo ammettere che, a seguito di codesti autorevoli interventi, i miei dogmi hanno assunto la medesima posizione della torre di Pisa. Tenerissimo, ma al tempo stesso drammatico, quello della Giulietti.
La professoressa Marinella Giulietti, presentata dal De Paulis come esperta qualificata, il 23 dicembre del 2013 in una missiva indirizzata al Dott. Romagnoli, densa di speranza, sospetto e angoscia, ammette candidamente di “…non essere un tecnico e di non avere la competenza necessaria per fare qualcosa…”. Cominciamo male.
Il suo intervento è, come accennavo poc’anzi, ricco di spunti teneri (al limite della compassione): la docente esordisce definendosi “ …non esperta, ma curiosa (un po’ come il delfino)… Osservando ho fatto delle ipotesi, ho cominciato ad approfondire (su internet) l’argomento e, sempre su internet, ho trovato delle risposte… ”.
In particolar modo la Giulietti si sofferma su due fotogrammi (autoprodotti). Il primo mostrerebbe un semplice cumulonembo (anche se la qualità dell’immagine è davvero pessima) che, a detta della docente, “ …sarebbe preoccupante poiché la parte inferiore della nube è scura, mentre soltamente le nuvole sono bianche… ”. Forse la timida insegnante dimentica che il colore delle nubi dipende da una caratteristica fisica chiamata riflettanza, che indica la percentuale di luce che viene riflessa dalla nuvola. Giova ricordare alla Giulietti che anche la dimensione delle goccioline d’acqua è importante: quando queste si addensano a formare gocce più grandi (di solito, prima di un temporale), la densità della nuvola complessivamente tende a diminuire e la luce riesce ad attraversare più agevolmente gli strati superficiali: la riflettanza quindi cala e la nube apparirà più scura
Giova sempre ricordare all’esperta docente che trattasi, probabilmente (vista la pessima qualità dell’immagine), delle cosiddette ‘cloud streets’, nubi che risultano allineate più o meno lungo la direzione del vento dominante. Esse richiedono una profondità di convezione piuttosto uniforme su una vasta area, in modo che si vengano a creare le condizioni per una disposizione ordinata dei moti ascendenti (convezione) e discendenti (dissipazione) che può essere più facilmente controllata dal flusso dominante. Tutto ciò secondo le ‘banali’ leggi che regolano l’atmosfera.
Ciò che il convegno lascia al sottoscritto è, amarezza a parte, la convinzione che poco importa se il ‘discusso’ abbia una qualche logica o meno e se effettivamente qualcuno abbia tratto vantaggio dall’evento o meno: l’importante è esporre la baggianata, tanto c’è sempre chi è pronto a crederci. Intelligenti pauca.