A Genova sono decine le persone che abitano nei pressi del rio Fegino e che hanno accusato diversi malesseri, tra cui: nausea, mal di testa, bruciori alla gola e agli occhi dovute alle esalazioni del petrolio. La notizia arriva dopo la denuncia di alcuni rappresentanti del Comitato spontaneo di Fegino – Borzoli, che hanno incontrato la vicepresidente e assessore alla sanità della Regione Liguria, Sonia Viale e l’assessore regionale alla protezione civile, Giacomo Giampedrone. Sembrerebbe addirittura che sia stato trasportato un bambino con problemi respiratori. Gli abitanti ovviamente sono molto perplessi visti gli accertamenti dei tecnici dell’Arpal, che non hanno rilevato concentrazioni di sostanze tossiche.
I rappresentanti si sono lamentati della mancanza di un sistema di allarme da parte della Iplom. L’assessore Giampedrone ha comunicato che questa mattina si è svolta una riunione in Capitaneria di Porto a cui hanno partecipato anche tecnici della Iplom per definire gli interventi per il ripristino del danno. “E’ chiaro -ha spiegato- che la Iplom non lo farà in autonomia ma con la supervisione della Capitaneria di Porto, della prefettura di Genova e di due tecnici del Ministero dell’Ambiente che sono già operativi da questa mattina“. L’assessore regionale alla protezione civile ha inoltre annunciato che entro oggi verrà deciso, insieme al Ministero dell’Ambiente e al Dipartimento nazionale di protezione civile, quale stato di emergenza emettere in modo da poter intervenire il più rapidamente possibile ed ha assicurato che “il percorso di bonifica sarà totale“. “Sulle cause dell’incidente -ha concluso Giampedrone ricordando che la magistratura sta indagando su quanto accaduto- dobbiamo pretendere tutti insieme adeguate risposte tecniche“.
