Il 9 giugno a Lisbona saranno annunciati i vincitori dell’undicesima edizione dell’European Inventor Award 2016, il riconoscimento per i 15 migliori inventori (e i loro brevetti) raccolti in 5 categorie, promosso dall’European Patent Office (Epo). Tra questi ‘Archimede’ del terzo millennio spiccano alcune innovazioni che hanno cambiato o potrebbero farlo in un prossimo futuro la cura e l’assistenza ai pazienti, o permettere una migliore diagnosi delle malattie. A valutare gli inventori e i loro brevetti c’è una giuria tecnica internazionale tra cui l’italiano Mario Moretti Polegato, fondatore dell’azienda di calzature Geox, ed Erno Rubik, il creatore dell’omonimo Cubo, ma c’è anche la possibilità di votare i candidati sul sito del premio.
Tre le invenzioni medico-scientifiche ci sono: una nuova tecnologia per aumentare l’accuratezza delle risonanze magnetiche, il ‘pacemaker’ cerebrale per il Parkinson, un sistema per la cura delle neoplasie, un dispositivo per la misurazione della pressione del sangue nel cranio, un test veloce ed economico per l’Hiv, le nuove protesi hi-tech, un modello di cuore artificiale impiantabile, una molecola che ha cambiato la vita dei nati prematuri con problemi respiratori, e infine il sistema per produrre prodotti senza glutine, messo a punto dalle scienziate italiane Virna Cerne e Ombretta Polenghi. Tra i finalisti c’è il medico francese Alain Carpentier, padre della cardiochirurgia valvolare mitralica e inventore delle tecniche utilizzate in tutto il mondo per la correzione dei vizi valvolari mitralici, che ha sta sperimentando in Francia il cuore artificiale auto-regolabile ‘Carmat’ che simula la fisiologia naturale dell’organo umano. E ancora.

Oggi il farmaco è tra gli agenti surfattanti indicati per il trattamento dei neonati pre-termine con sindrome da distress respiratorio (Rds), ossia non ancora in grado di respirare autonomamente a causa dell’incompleta maturazione polmonare. Le italiane Cerne e Polenghi hanno messo a punto il processo per estrarre dal granoturco proteine simili a quelle del glutine, e utilizzarle in sostituzione dei chicchi tradizionali. In questo modo è possibile ricreare il sapore e la fragranza del pane e dei dolci, che i celiaci devono escludere a malincuore dalla loro dieta, in prodotti senza glutine.
