(ANSA) – LONDRA, 18 APR – Lavorare meno, lavorare meglio: potrebbe trasparire questo slogan dietro una ricerca, condotta in Australia da un team universitario giapponese e rilanciata oggi dal britannico Times, stando alla quale dai 40 anni in su si e’ piu’ efficienti e mentalmente pronti se si lavora – a poterlo fare – per non piu’ di tre giorni alla settimana. Secondo lo studio, realizzato da un gruppo di lavoro guidato dall’economista Colin McKenzie, della Keio University di Tokyo, su un campione di 3.000 lavoratori e 3.500 lavoratrici ultraquarantenni, la settimana cortissima (anzi, dimezzata) assicura il miglior rendimento. I ricercatori si sono concentrati in particolare sulla capacita’ di risposta mentale dei soggetti presi in esame: e i punteggi migliori sono stati appunto conseguiti da persone che lavorano attorno alle 25 ore a settimana, con un vantaggio sia rispetto a chi non lavora affatto, sia rispetto a chi lavora troppo. Vantaggio quantificato in un 18% delle potenzialita’ nei confronti di chi e’ in pensione o disoccupato, in uno scarto minore nei confronti di chi lavora 40 ore, ma nel distacco piu’ alto in assoluto rispetto a chi s’affanna per 55 ore settimanali e oltre. La conclusione del professor McKenzie, fuori sincrono col modello da super lavoro giapponese, e’ che in fin dei conti stakanovismo e poco lavoro producano lo stesso risultato: “un declino della performance cognitiva”, e quindi scarsa produttivita’.
Scienza, uno studio giapponese dimostra che è più proficuo lavorare solo 3 a settimana
