L’obiettivo è quello di creare delle app che rispondano alle grandi sfide individuate dall’agenzia spaziale americana in 6 ambiti: tecnologia, aeronautica, sistema solare, stazione spaziale, terra e viaggi su Marte. Tutto ciò mettendo in campo, in due giorni, 162 città e migliaia di giovani chiamati a rispondere all’appello della Nasa. Torna la Nasa Space Apps Challenge, la 48 ore no-stop che chiama a raccolta le giovani menti di tutto il mondo, in uno sforzo collettivo per rispondere a sfide e bisogni del futuro.
I partecipanti di sono riuniti a Roma, alla facoltà di Ingegneria de La Sapienza. Promotori dell’iniziativa, l’ambasciata Usa in Italia, l’agenzia spaziale italiana (Asi), i colleghi europei dell’Esa, con la collaborazione della Sapienza e di Bic Lazio, l’incubatore della Regione. “L’anno scorso i partecipanti sono stati 14mila in tutto il mondo – ha ricordato l’ambasciatore americano, John R. Phillips ai ragazzi – ma quest’anno se ne prevedono di piu’, state partecipando all’hackathon piu’ grande mai realizzato prima”. Italia e Stati Uniti, ha aggiunto, “sono accomunati da una storia di partnership in campo scientifico, tecnologico e spaziale“.
“Queste iniziative aiutano a portare nel mondo dello spazio, che e’ un’industria strategica, nuove idee, persone e applicazioni, che ci consentono di aumentare il tenore di vita ma soprattutto intervenire dove c’e’ bisogno“, ha proseguito Andrea Zanini, portavoce dell’Asi. In collegamento da Houston, l’astronauta italiano Paolo Nespoli, che si sta preparando al prossimo viaggio spaziale, ha sottolineato quanto e’ “importante e bello riuscire a far parte di questo ingranaggio“. Voi ragazzi “mettete a disposizione le vostre capacita’ e il vostro cervello per cercare di fare cose che finora non siamo riusciti a fare“, ha aggiunto, invitandoli a “non avere paura. Quando partiro’ l’anno prossimo, avro’ appena compiuto 60 anni: mettersi in gioco, essere aperti e interessati, accettare sfide. Quando uno ci prova al meglio, sicuramente riesce ad arrivare un pochino piu’ lontano”.
