Non accenna a placarsi il super caldo che ormai da molte settimane tende d’assedio molti paesi dell’Asia meridionale. Proprio in questo periodo dell’anno, quando il sole raggiunge lo “Zenit” (i raggi solari cadono perpendicolarmente sul terreno nelle ore centrali del giorno) nei territori a ridosso del tropico del Cancro, le vaste aree continentali tropicali (caratterizzate da climi prevalentemente secchi e continentali), fra Africa settentrionale, penisola Arabica e Asia meridionale, si scaldano sensibilmente, grazie anche alla persistenza dei robusti anticicloni dinamici sub-tropicali in quota, fino a raggiungere i massimi valori termici annuali che solitamente precedono l’avvento della stagione delle piogge, indotta dalla risalita verso nord del famoso “fronte di convergenza intertropicale”, noto anche con la sigla di “ITCZ”.

Soprattutto fra Thailandia, Myanmar, Laos e Cambogia il caldo è divenuto davvero eccezionale, inserendosi in un contesto climatico molto secco, derivato anche dall’intensa “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l’aria nei bassi strati e la scaldano ulteriormente deumidificandola). In questi giorni temperature davvero eccezionali si stanno registrando proprio fra Laos, Thailandia e Myanmar, dove la colonnina di mercurio ha sfondato il muro dei +41°C +42°C all’ombra, fino a toccare localmente picchi eccezionali, fino a +43°C +44°C all’ombra.
Sempre in Thailandia notevolissimi pure i +43,9°C registrati da Bhumibol Dam e i +43,3°C di Phetchabun che stabiliscono i rispettivi record assoluti di caldo delle rispettive località. Queste temperature cosi eccezionalmente elevate sono state favorite anche dal clima insolitamente secco presente in gran parte del territorio thailandese, a seguito della latitanza delle precipitazioni e dell’insistenza di un solido anticiclone sub-tropicale che dalla Cina meridionale si allunga fino alla Thailandia centrale e al Myanmar, contribuendo a stabilizzare la colonna d’aria, rendendola più secca del solito, grazie anche alle “Subsidenze atmosferiche” prodotte dallo stesso anticiclone che presenta i propri massimi sulla Cina meridionale.
Il calo della pressione nel cuore dell’entroterra indiano di conseguenza sta determinando un progressivo rinforzo della ventilazione occidentale sopra le acque dell’oceano Indiano settentrionale, nel tratto di mare compreso fra le Maldive, le coste dell’India meridionale, l’isola-stato dello Sri Lanka, mentre una più sostenuta ventilazione sud-occidentale comincia a risalire sul Golfo del Bengala fino a raggiungere le coste dell’India orientale, Bangladesh e il Myanmar. La ventilazione sud-occidentale tenderà ad intensificarsi ulteriormente nei prossimi giorni, specie lungo il Golfo del Bengala e il mar delle Andamane.