Sversamento petrolio Genova, Toti: “il peggio è passato, coste al sicuro”

A Genova “il peggio è passato, l’emergenza sta finendo” e “le coste liguri sono al sicuro” dal rischio petrolio: lo ha assicurato il presidente della regione Liguria Giovanni Toti, dopo il cedimento di una diga alla foce del Polcevera, il torrente dove domenica sera si era sversato petrolio a causa della rottura di una tubatura della Iplom. “Credo che il peggio – ha assicurato al Tg4 Toti – sia davvero passato, la diga è stata ricostruita dopo le piogge di questa notte, per la verità il terrapieno ha ceduto, come era possibile prevedere dopo le piogge della notte, previste dall’Arpa stessa, ma le panne assorbenti hanno sostanzialmente impedito che in mare uscisse altro prodotto, se non minimamente come quello che continuerà a uscire, però il fiume è lavato dal 90% dell’idrocarburo uscito dal tubo. E – ha spiegato – il greggio in mare di cui parliamo e per cui c’è ancora un’emergenza, anche se come ha detto il ministro Delrio, un’emergenza a bassa intensità, è uscito sostanzialmente tutto la notte del disastro, “ovvero domenica 17 aprile con la rottura della tubatura, e “non sta uscendo in queste ore”.

LaPresse/Giulia Molinari
LaPresse/Giulia Molinari

Quelle chiazze di petrolio in mare di cui si parla quindi sono “petrolio vecchio”: “Io – ha spiegato Toti – ho parlato con l’ammiraglio Pettorino, comandante capitaneria di porto di Genova, e la situazione è questa: il satellite ha individuato a macchia di leopardo iridiscenze e vere e proprie macchie di petrolio in un’area di circa 28 km lineari tra Genova e Savona”, ma “non vuol dire che c’è una macchia di 28 chilometri, ce ne sono a macchia di leopardo in quell’area e questo ha determinato l’emanazione dell’allerta locale, che ci ha permesso di far operare mezzi arrivati da Sardegna e Toscana; mezzi di altura che stanno aggredendo la macchia e nelle prossime ore avranno assorbito la maggior parete dell’idrocarburo”. Mentre “nel porto accanto alla foce, altri battelli, più vicino alle coste, stanno assorbendo il petrolio uscito e le eventuali microquantità che usciranno, ma il fiume è già quasi pulito del tutto”. Quindi – ha concluso il presidente della Regione Liguria – “è stato un danno serio, bisognerà vedere le infiltrazioni nel terreno, il lavoro di bonifica si preannuncia un lavoro complesso, anche tecnicamente, ma l’emergenza vera e propria si sta concludendo, il tempo sta ritornando sereno, e le correnti, peraltro, portano l’acqua verso la Francia, non verso le coste della Liguria, che sono piuttosto al sicuro”