E’ allarme ambientale in Liguria. Una diga di contenimento sul torrente Polcevera creata a Genova per contenere lo sversamento di petrolio ha ceduto a causa dell’innalzamento del livello del corso d’acqua dovuto alle piogge. Si teme per il greggio finito in mare nei giorni scorsi, ma il Comune rassicura nonostante non manchi l’apprensione viste anche le piogge previste in questi giorni. In mattinata il primo allarme è stato lanciato dall’assessore comunale alla Protezione civile di Genova Gianni Crivello: “La diga ha ceduto perché 20 o 30 millimetri sono caduti nella zona di Pontedecimo, dove nasce il Polcevera e hanno prodotto una spinta importante. Io sono sul rio Fegino al momento, sembrerebbe non scaricare nel Polcevera. In una situazione molto critica è un elemento positivo, in mare potrebbero essere finti residui minori. Stiamo facendo il punto con i vigili del fuoco per capire come reagire“. Alle 12 al via vertice in prefettura con esponenti di capitaneria di porto, Regione, Comune, Protezione civile e tecnici al lavoro sul corso d’acqua. Al termine dell’incontro, mentre Salvini twittava “Genova, rischio disastro ambientale. Cede barriera anti-petrolio sul torrente Polcevera. Progresso è importante, tutela dell’ambiente di più, la capitaneria di porto ha cercato di rassicurare tutti, spiegando che la situazione è delicata ma sotto controllo“. Dal punto di vista tecnico il cedimento di una delle barriere create lungo l’alveo del torrente non ha determinato una maggiore fuoriuscita di sostanza oleosa, anche perché a valle di tale barriera, altri presidi di contenimento erano già operanti. Le panne galleggianti di tipo oceanico che già da tre giorni operano presso la foce del torrente Polcevera, hanno svolto la loro funzione di contenimento, nonostante la portata d’acqua del torrente sia aumentata. Intanto però si lavora sulla chiazza segnalata ieri a 4 miglia al largo litorale Loano-Albenga, che secondo le ultime rivelazioni è di circa 28 km. Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, attraverso la direzione competente del dicastero, ha disposto lo spostamento dei mezzi della flotta Castalia di Livorno (Tito) e Civitavecchia (Ievoli shuttle) nel tratto di mare interessato dallo sversamento di greggio. La situazione è in continua evoluzione e continua lo stato di emergenza locale fino a domani, quando è previsto un nuovo vertice per capire anche il movimento della chiazza, che si muove verso Sud.

“Tutto si sta muovendo secondo i piani, la macchina organizzativa sta funzionando come doveva. L’emergenza in mare è stata aggredita, quella sul fiume è sotto controllo. Il sistema di difesa ha tenuto nonostante le piogge che sono arrivate come ampiamente previste dal nostro sistema meteo“. Lo ha detto il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, nel corso del sopralluogo sul Polcevera per fare il punto sull’emergenza petrolio a Genova con l’assessore all’ambiente e alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone, il commissario Straordinario di Arpal Carlo Emanuele Pepe, il responsabile di Arpal Stefano Maggiolo, il dirigente regionale della Protezione Civile, Stefano Vergante. Il gruppo di lavoro regionale ha partecipato in mattinata alla nuova riunione del tavolo tecnico in Prefettura, nato nei giorni scorsi su iniziativa della Regione, per fare un aggiornamento sui lavori. “Le operazioni di recupero a terra del materiale sversato stanno per essere ultimate – ha detto l’assessore Giampedrone – con uno spiegamento di forze che si è rilevato fondamentale per affrontare l’emergenza meteo delle ultime ore“. Secondo i monitoraggi tecnici in corso le chiazze attualmente rilevate sono molto a largo della costa savonese e imperiese e non destano preoccupazione inoltre le correnti le stanno indirizzando verso la Francia. Nei prossimi giorni la Regione Liguria sarà impegnata a monitorare costantemente il materiale in mare al fine di eseguire tutti gli interventi possibili per garantire la massima sicurezza, anche in vista della stagione estiva, del nostro litorale con delle analisi specifiche da parte dei tecnici di Arpal. “E’ una situazione di emergenza che nessuno vuole minimizzare – ha concluso Toti – e che ci vede molto attenti sia per affrontare questa fase che il passaggio successivo della profonda bonifica dell’area. Quello che si doveva fare per ora è stato fatto“.