E’ salito a 19 il bilancio, ancora provvisorio, delle vittime dell’ultima violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.3 che ha devastato l’isola di Kyushu, nel sud del Giappone. I feriti di questa ultima scossa sono oltre mille, di cui 80 giudicati in gravi condizioni, e circa 70mila abitanti sono stati sfollati in 655 rifugi temporanei della prefettura di Kumamoto. Diverse le segnalazioni di persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Tra questi un gruppo di studenti universitari sepolti nel crollo di un edificio nel villaggio di Minamiaso, di cui per due è stato confermato il decesso. Secondo l’agenzia nazionale meteorologica ci sono state più di 260 scosse di assestamento dalla prima forte scossa, quella di magnitudo 6.4 che si verificata nella notte tra giovedì e venerdì provocando nove vittime. Complessivamente, quindi, è di 28 morti il bilancio accertato, ma tra dispersi e feriti gravi è inevitabilmente destinato ad aggravarsi ulteriormente. Il bilancio dei feriti è di quasi 2.500, di cui 171 considerati “in gravi condizioni“.

La breve eruzione avuta luogo sul Monte Aso di queste ore non è collegata al sisma di magnitudo 7.3 nella prefettura di Kumamoto. Alle 8.30 di quest’oggi il più attivo vulcano del paese ha eruttato con nuvole di fumo alte fino a 100 metri ma secondo i vulcanologi le attività all’interno del cratere erano iniziate prima del sisma, e le ultime rilevazioni sembrano escludere un intensificarsi di queste manovre. L’Agenzia Meteorologica nazionale ha comunque aumentato lo stato di allerta al livello numero 2 in una scala massima di 5.