“I ricordi di quella tragedia sono ancora vivissimi, sono ricordi di dolore, di rovine e di morte”. Così all’Adnkronos la senatrice Stefania Pezzopane ricordando il terremoto che il 6 aprile del 2009 distrusse l’Aquila causando la morte di 309 persone. “A sette anni di distanza -prosegue Pezzopane, all’epoca presidente della provincia dell’Aquila- si cominciano a vedere i risultati della ricostruzione. La periferia è già praticamente stata completata e nel centro storico i lavori sono ormai visibili. Già dall’autostrada, entrando all’Aquila, si vede lo skyline zeppo di gru”. “Nella legge di stabilità del 2014 resa operativa nel 2015, sono stati stanziati 6 miliardi di euro e grazie ai miei emendamenti siamo riusciti a rendere più rapida la spesa, sia in termini di norme che in termini di proroghe ai collaboratori precari che potranno continuare a svolgere la loro opera al servizio della popolazione cittadina. Restano ancora 5 miliardi di euro da spendere”.

I tempi lunghi di questa ricostruzione chiaramente hanno determinato un certo disagio sociale ed economico. Con il decreto enti locali e con i miei emendamenti per il rilancio economico e produttivo dei comuni del cratere abbiamo destinato il 4% delle risorse proprio per il rilancio economico e produttivo dell’Aquila”. Per Pezzopane però ”resta ancora una piaga aperta -dice la senatrice- quella della sentenza ‘Grandi Rischi’“. “Per questo – sottolinea – ho fatto due proposte di legge: la prima per istituire una Commissione di inchiesta parlamentare sul comportamento della Commissione ‘Grandi Rischi’ perché, se il processo penale ha condannato solo l’allora vice della Protezione civile delegato da Bertolaso a gestire la Commissione Grandi Rischi De Bernardinis, la sentenza ha riconosciuto che la Protezione Civile è stata colpevole di ‘eccesso di rassicurazione’. Chiedo quindi che si faccia chiarezza sulle responsabilità politiche di questa tragedia’‘.
La seconda proposta di legge, aggiunge Pezzopane, “è quella di istituire una Commissione di inchiesta parlamentare sull’uso dei fondi per ricostruzione (oltre 10 miliardi), sulle infiltrazioni malavitose, sul buon uso di questi fondi e sulle norme su appalti e subappalti. Questo per una maggiore trasparenza nei confronti degli italiani che hanno investito tanti soldi per la ricostruzione dell’Aquila e verso la sofferenza delle famiglie che hanno perso i loro cari e che non vedono ancora una risposta forte da parte dello Stato”. E sull’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, l’ex presidente della provincia dell’Aquila conclude: “Abbiamo sempre sperato che rinunciasse alla prescrizione (che cadrà nel mese di ottobre) e affrontasse il processo, ma ancora non l’ha fatto. Mi fa specie che venga candidato a sindaco di Roma portando con sé ‘i miracoli’ che ha fatto all’Aquila -conclude ironica- L’unico miracolo è quello degli aquilani che lo hanno dovuto sopportare”.