Come si evolve la malattia di un paziente colpito da sarcomi dei tessuti molli degli arti, e quante sono le probabilità di sopravvivenza e di sviluppo di metastasi. Oggi lo svela con precisione una App: il Sarculator. A breve i medici potranno infatti migliorare la loro abilità prognostica, grazie a uno studio messo a punto dal ‘Team Sarcomi‘ e dalla Struttura di epidemiologia clinica dell’Istituto nazionale tumori di Milano – guidati da Alessandro Gronchi, e con la collaborazione dei ricercatori Rosalba Miceli e Luigi Mariani – a capo di un gruppo di lavoro composto dagli Istituti Gustave Roussay di Parigi, Mount Sinai Hospital di Toronto e Royal Marsden Hospital di Londra. Lo studio, pubblicato su ‘The Lancet Oncology‘ di aprile, ha portato alla realizzazione di due nomogrammi predittivi per sopravvivenza e sviluppo di metastasi a distanza in pazienti operati per sarcomi dei tessuti molli degli arti.
Attraverso la ricerca è stata inoltre sviluppata una App, battezzata appunto ‘Sarculator’, rivolta ai medici. “I nomogrammi – spiega Gronchi – sono strumenti che, con l’ausilio di scale grafiche, consentono di assegnare un punteggio a ogni variabile dotata di rilevanza prognostica (dimensioni del tumore, istotipo, grado di malignità e così via) per restituire una previsione in termini di probabilità di sopravvivenza e sviluppo di metastasi a distanza a diversi time-point. Questi strumenti consentono di personalizzare le stime prognostiche con enorme vantaggio per il paziente e per il medico“. “I sarcomi dei tessuti molli degli arti sono tumori rari che si manifestano in età giovane-adulta – prosegue l’esperto -. All’interno di questo gruppo sono racchiuse neoplasie con aggressività estremamente variabile. Si va da sottotipi molto indolenti e a lenta crescita, a tumori estremamente attivi. La diversità nel comportamento biologico si riflette nella varietà dell’approccio terapeutico – precisa Gronchi – che spazia da semplici escissioni chirurgiche nei tumori più indolenti, a chirurgie complesse e trattamenti oncologici complementari chemio e/o radioterapici nei tumori più aggressivi.L’attuale sistema di stadiazione, cioè la determinazione dello stadio di queste malattie, è ampiamente criticato per essere poco dettagliato e di scarsa utilità nel fornire un’accurata stima della probabilità di eventi avversi a cui il singolo paziente può andare incontro“.

“L’applicazione di entrambi i modelli alle coorti estere ha dato ottimi risultati in termini di accuratezza e affidabilità delle stime prognostiche, a riprova della validità di questi strumenti – aggiunge Gronchi – I risvolti clinici di questo studio sono molteplici: i pazienti desiderosi di una accurata stima prognostica potranno avere immediatamente un risultato numerico preciso e calcolato sulla base delle loro specifiche caratteristiche di presentazione; i medici potranno utilizzare questi strumenti per indirizzare al meglio le proprie scelte terapeutiche, e infine questi modelli potranno essere utilmente inseriti nei nuovi sistemi di stadiazione di queste neoplasie rare“. In parallelo alla ricerca è stata sviluppata la App per smartphone e tablet Sarculator, disponibile per il download gratuito per utenti Mac e Android sugli store ufficiali, che realizza le stesse stime prognostiche semplicemente inserendo i fattori di rischio in una maschera.