Il 23 aprile è la data universalmente celebrativa di William Shakespeare. Quest’anno, in particolare, il mondo ricorda il drammaturgo e poeta inglese a 400 anni dalla sua morte: un anniversario importante, specialmente se si considera che il Bardo viene oggi considerato il più eminente drammaturgo della cultura occidentale. Eppure, a diversi secoli dalla sua morte, molte sono ancora le leggende e i misteri che aleggiano intorno a questa storica figura, alcune al limite dell’inverosimile. Ecco delle questioni ancora non del tutto risolte che riguardano lo scrittore di Stratford-upon-Avon:

Era cattolico: ipotesi questa che pare abbastanza accreditata. William Shakespeare e la sua famiglia, nella protestantissima Inghilterra di fine ‘500, sarebbero stati cattolici. A rivelarlo sarebbe stato il testamento cattolico ritrovato a casa del padre del poeta, ma anche le scuse che egli spesso inventava per non partecipare alle funzioni protestanti, a cui rifiutava di andare “per paura di essere processato per debiti”. La verità sembra impossibile da trovare in entrambi i casi.
Era gay: ebbene sì, molti dei sonetti di William Shakespeare sembrano, secondo molti studiosi, rivelare le tendenze omosessuali (o, più probabilmente, bisessuali) del Bardo. Ben 126 di questi avrebbero come destinatario un misterioso uomo, con tutte le probabilità quel famoso “Mr W.H.” a cui opere come “Fair Youth” e “Shall I compare thee to a summer’s day” sono notoriamente dedicate. Nonostante si fosse sposato all’età di 18 anni, alcuni ritengono Shakespeare avrebbe agito contro la sua volontà.
Macbeth porta sfortuna: guai a pronunciare il titolo di questa opera teatrale in teatro! Gli attori lo sanno bene, tanto che Macbeth viene comunemente indicata come “Il dramma scozzese”. Pare che William Shakespeare, per scrivere la canzone delle streghe, abbia riportato un vero sortilegio, e le streghe, per vendicarsi, abbiano maledetto il dramma. Qualunque sia la verità, chiunque pronunci il titolo di quest’opera in teatro deve uscire immediatamente, ruotare su se stesso tre volte, sputare da sopra la spalla sinistra e recitare una battuta di un altro dramma shakespeariano, per poi bussare ed essere invitato a rientrare.