Terremoto Friuli: “quello di Mattarella il saluto più bello”

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Credo che abbiamo mostrato al Presidente della Repubblica una delle fotografie più belle d’Italia“, ha sottolineato la presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani a conclusione dell’odierna lunga visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella a Venzone, dove ha visitato l’esposizione Tiere Motus a Palazzo Orgnani Martina, a pochi passi dal Municipio, e successivamente il Duomo di Sant’Andrea, interamente ricostruito, pietra dopo pietra (ben 8.000 quelle catalogate) dopo la scossa, egualmente devastante per Venzone, del 15 settembre 1976. A Venzone e Gemona sono stati commemorati, ha osservato la presidente, “chi non c’è ma è stata anche occasione per ricordare, oggi, l’importanza della ricostruzione e del rilancio del Friuli e dei miglioramenti dell’intera nostra comunità”. “Penso – ha aggiunto – che il Presidente Mattarella abbia veramente apprezzato” quanto visto oggi a Gemona e Venzone, “partendo da una tragedia drammatica“. Rimarcando, quindi, l’iniziale saluto del Presidente, appena giunto a Venzone – “Mandi Friûl, mandi furlans” – Serracchiani ha osservato come sia stato “il Mandi più bello che abbiamo sentito“, un saluto per una nostra terra “particolarmente legata alle sue Istituzioni, un territorio che ha una storia importante, come quella della ricostruzione dal terremoto nella quale ognuno, a partire dai sindaci, dalla Regione, dal Governo, fece la propria parte e ritengo che questo attaccamento nella gente sia ancora molto vivo“. Il Capo dello Stato, assieme alla presidente Serracchiani e al sindaco Di Bernardo, ha quindi visitato con estrema attenzione il Museo didattico di Venzone dedicato al terremoto Tiere Motus, e successivamente il Duomo di Sant’Andrea, nel quale ha voluto personalmente incontrare i genitori, Anna ed Eligio, e la sorella Sara, di Elisa Valent, la giovane friulana morta lo scorso marzo in un incidente in Spagna, assieme ad altre sei giovani studentesse italiane.