Un rifugio in mare dove riabilitare i DELFINI spiaggiati o riabituare alla libertà quelli provenienti dai delfinari. E’ l’ambizioso progetto di cui si discute oggi al Workshop Internazionale ‘Verso il primo Rifugio per DELFINI nei Mari Italiani‘, organizzato da Lav e Marevivo in collaborazione con Istituto di Ricerca Tethys e il patrocinio di Enea. Al momento, spiegano gli animalisti, non esiste un luogo idoneo dove curare, riabilitare e ospitare i DELFINI in caso di necessità. Quando un delfino si spiaggia o quando dei DELFINI in cattività vengono sequestrati dalle autorità o provengono da un delfinario dismesso, è impossibile trovare per questi mammiferi marini un alloggio temporaneo o permanente in un ambiente quanto più vicino alle loro esigenze etologiche naturali.
Il rifugio a mare per DELFINI offrirebbe, dunque, una soluzione a queste problematiche. Il confronto, con esperti e scienziati internazionali, servirà a scambiare informazioni sugli sviluppi su questi temi in progetti simili negli Stati Uniti e a creare le basi per la definizione di uno studio di fattibilità sulle coste italiane. Il rifugio per DELFINI in Italia, sottolineano Lav e Marevivo, è un progetto pilota in Europa: si spera aiuterà a porre le basi per garantire le migliori pratiche nella cura dei cetacei. Inoltre, l’auspicio è che il progetto possa creare un precedente e produrre delle ‘best practices’ da replicare in altre parti del mondo. Oggi i cetacei sono percepiti come animali carismatici, con relazioni sociali e familiari intense, complesse necessità etologiche e un’intelligenza sviluppatissima. In Italia moltissime persone ogni anno forniscono assistenza ai DELFINI in caso di spiaggiamento e sono contrari alla loro detenzione in cattività.
