C’è chi gli dichiara guerra a colpi di dissuasori e chi invece li accudisce e li prepara per farli diventare ‘star’ di competizioni sportive, con tanto di medaglie e premi che talvolta consistono in cifre a sei zeri. Sono i colombi viaggiatori, i ‘purosangue del cielo’, allevati n Italia nelle circa 1.900 colombaie affiliate alla Federazione Colombofila Italiana. Si tratta di luoghi in cui i volatili vengono allevati, nella maggior parte dei casi per finalità sportive, ma non solo. C’è chi ne fa un business, affittandoli per cerimonie private, dai matrimoni alle inaugurazioni, o chi li vende per finalità sportive: tra i casi più famosi quello del colombo super veloce ‘Bolt’, la ‘star’ proveniente dell’allevamento del belga Leo Heremans, battuto all’asta per 310mila euro e aggiudicato a un cittadino cinese. “Il valore del colombo viene determinato dalla sua velocità e capacità di rientro – dice all’Adnkronos Cristiano Paltrinieri, Presidente della Federazione Colombofila Italiana – Un colombo viaggiatore può percorrere fino a 800 km nell’arco di 12 ore, a una velocità, in assenza di pioggia, intorno ai 75 km orari. La peculiarità di questi animali è che hanno un’intelligenza e un orientamento fuori dal comune: il colombo infatti, dopo circa i primi 45-50 giorni di vita quando viene liberato in volo ritorna sempre alla sua colombaia. Da qualunque punto è in grado di tornare a casa autonomamente“. “In Italia è un fenomeno principalmente hobbistico – prosegue – a chi si avvicina vengono solitamente regalati da qualche socio, altre volte vengono venduti, solitamente per un prezzo di massimo 200-300 euro“, aggiunge. Un hobby e uno sport, ai più forse sconosciuto, che affonda le radici in un passato lontano, quando in assenza di social network e chat i piccioni erano considerati i messaggeri più affidabili: ”Alcuni si sono fregiati di vere e proprie medaglie tra la prima e la seconda guerra mondiale – spiega Paltrinieri – per aver trasportato informazioni dal fronte funzionali al buon esito delle battaglie”. Una passione che ancora oggi accomuna molti italiani, dal Nord al Sud della penisola, dove i colombi nelle colombaie vengono accuditi per poi essere liberati in volo e partecipare a competizioni atletiche basate sulla velocità: dalla Colombaia Unica di Scandiano, che quest’anno si terrà a settembre, alle Olimpiadi del Belgio, fissate a gennaio 2017 dove a seconda dell’attitudine dei colombi si confronteranno selezioni dei campioni dei vari Paesi nelle specialità velocità, mezzo fondo, fondo e maratona. Ma è la South African Million Dollar Pigeon Race, che si disputerà tra fine gennaio e inizio febbraio, la competizione più conosciuta: degli oltre 5mila colombi partecipanti verranno premiati i colombi viaggiatori più veloci con un montepremi totale da un milione di dollari. In Italia le iscrizioni per la Colombaia Unica di Scandiano (Re) si sono appena concluse e a settembre vedranno gareggiare circa 800 colombi, provenienti anche da altri Paesi europei. Selezionati come avviene con i cavalli da corsa, i piccioni vengono dotati ad una settimana di vita di un anellino con numero identificativo – di fatto il nome del colombo – e, una volta pronto a gareggiare, di un altro anellino contenente un microchip, che di fatto ne testimonia l’ora esatta di ingresso nella propria colombaia, identificata fisicamente attraverso le coordinate satellitari, e ne calcola la velocità media in base alla quale si stabilisce il vincitore.

