Negli ultimi giorni nell’area sommitale dell’Etna sono avvenuti due nuovi episodi di attività eruttiva. Il primo, nelle prime ore del 21 maggio 2016, ha avuto luogo alla Voragine, già origine di due episodi parossistici nei giorni 18 e 19 maggio. Questo episodio è stato preceduto, a partire da mezzogiorno del 20 maggio, da una modesta attività stromboliana alla Voragine, che ha prodotto boati udibili in una vasta zona sui versanti sud ed est del vulcano, spiega l’Osservatorio Etneo. Nella notte l’attività si è gradualmente intensificata, con esplosioni provenienti da due o tre bocche all’interno della Voragine. Contemporaneamente si è registrata una nuova inflazione (rigonfiamento) dell’area sommitale, come era anche successo prima dei parossismi precedenti. Poco dopo le ore 04:00 ed in concomitanza con un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico, le esplosioni stromboliane sono passate a getti pulsanti di lava con ricaduta di bombe incandescenti fino ad una distanza di 1 km a sud (versante meridionale della Bocca Nuova), e si è formata una nube eruttiva che veniva spinta dal vento verso sud-sudest. Le immagini della telecamera termica a Monte Cagliato (EMCT, sul versante orientale dell’Etna) mostravano che era attiva anche una bocca nella parte meridionale del Cratere di Nord-Est che era sprofondata il 18 o 19 maggio. Le sfavorevoli condizioni meteorologiche hanno fortemente limitato la visibilità, peggiorando ulteriormente verso la conclusione dell’episodio eruttivo. E’ stato comunque possibile osservate che durante l’acme del parossismo si è formata una frattura sul fianco sud-orientale del cono centrale, e nella “sella” fra esso e il vecchio cono del Cratere di Sud-Est si è aperta una bocca effusiva che ha alimentato una piccola colata di lava diretta in direzione della Valle del Leone. E’ avvenuto anche un nuovo trabocco lavico dall’orlo occidentale della Bocca Nuova, completamente riempita dalle lave della vicinissima Voragine, alimentando una colata con numerose digitazioni che si sono sovrapposte a quelle dei trabocchi avvenuti nei giorni 18 e 19 maggio. L’attività ha cominciato a diminuire intorno alle ore 05:00, ed era sostanzialmente finita verso le ore 06:00.

L’attività dell’Etna viene seguita costantemente attraverso i sistemi di sorveglianza visiva, termica, sismica, infrasonica e delle deformazioni del suolo.
