Festival della Scienza: la seconda edizione apre con la storia della piccola Lavinia

Il Festival della Scienza Medica, che ha avuto inizio a Bologna, apre la sua edizione con una storia la cui protagonista è Lavinia, una bimba nata prematura nel dicembre del 2014 di appena 23 settimane all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna e che oggi è apparsa allegramente insieme ai suoi genitori tra gli applausi commossi di chi ha rivissuto la storia. A raccontarla, gli stessi protagonisti, ‘guidati’ dal prof. Giacomo Faldella, direttore della Neonatologia, nella prima ‘Visita in corsia’. “La storia della neonatologia e’ talvolta anche paradossale – ha detto il professor Luigi Tommaso Corvaglia, oggi nei panni di narratore di eccezione ma tutti i giorni responsabile della Terapia intensiva neonatale del S.Orsola – Per un secolo non e’ successo niente e poi negli ultimi 25 anni e’ successo tutto. Tutto quello che ci ha portato, ad oggi a consentire la sopravvivenza di oltre il 90% dei bambini che nascono sotto il chilo e mezzo. Come la storia di Lavinia che abbiamo sentito raccontare. Una storia abbastanza estrema perche’ la bimba e’ nata di 23 settimane che e’ quasi la meta’ di una gravidanza normale che arriva a 40 settimane“.

Ormai tutte le terapie intensive neonatali – ha detto il professore – hanno un personale dedicato, non esiste piu’ l’infermiere generico che fa tutto. Sono infermieri che fanno solo quel tipo di lavoro, sono medici che fanno solo quel tipo di lavoro e lavorano in equipe molto strette tra di loro“. Il terzo elemento, infine, e’ “quello di mettere in equilibrio la tecnologia e l’invasivita’ con altre modalita’ di cure che in qualche modo si prendono in carico anche lo sviluppo del sistema nervoso centrale provando di salvaguardare lo stato di benessere generale del bambino. Perche’ da questo dipende anche la prognosi. Quindi ambienti adatti, riduzione degli stimoli, attenzione al dolore che viene misurato e curato quotidianamente. Gli infermieri hanno delle scale di misurazione del dolore che applicano almeno tre volte al giorno. Quindi – ha concluso Corvaglia – e’ una Scienza in evoluzione che in questo momento tenta di riavvicinare uomo e macchina che forse e’ il segreto di tutto. Del successo attuale ed e’ la direzione in cui stiamo andando“.