La voragine che si è aperta sul lungarno Torrigiani a Firenze mercoledì scorso è stata, secondo il professor Nicola Casagli dell’Università di Firenze, “una frana di sponda, non una voragine di sprofondamento: il muro si è deformato in avanti per 1180 metri cubi. Il piano stradale è ceduto verso il basso per 1303 metri cubi“. “E’ franata la sponda, il materiale scosceso è stato integralmente trattenuto dal muro d’argine che si è molto deformato, ma non è crollato. Probabilmente la frana è stata innescata dalla perdita d’acqua, ma su questo punto ci sono indagini in corso delle autorità competenti. Forse lunedì avremo le elaborazioni dei dati radar satellitari che ci potranno far vedere se sul tratto di lungarno c’erano deformazioni prima dell’evento“. La frana di mercoledì “è analoga a quella del 1965 in lungarno Soderini provocata da una rottura della tubazione idrica. In quell’evento il muro crollò e ci furono una vittima e alcuni feriti“.
Firenze, voragine lungarno: è stata una “frana di sponda”
LaPresse/Bianchi/Lo Debole
