E’ proprio vero che ‘giocando si impara’. Ma inventare giochi è molto, molto più divertente ed anche decisamente più istruttivo. Tutto è iniziato con “Quantum Race“, un gioco da tavolo inventato da Fabio Chiarello, ricercatore dell’Ifn-Cnr, ed ispirato ad alcuni principi della Meccanica Quantistica, la ‘bizzarra” teoria che descrive il comportamento del mondo al livello microscopico. Il gioco, “consiste in una simulazione di una corsa di auto un po’ speciali, in grado di trovarsi contemporaneamente in più posti e di passare attraverso barriere e ‘muri’ in modo analogo a quanto avviene ad elettroni ed altre particelle microscopiche” spiega Chiarello parlando con l’Adnkronos.
Il ricercatore accende così un inedito faro sul visionario bando “Fotonica in Gioco” del progetto europeo Photonics4All che ha appassionato anche centinaia di studenti italiani sui temi della fotonica, il settore delle nuove tecnologie che derivano dallo studio della luce. E il passo dalla formazione al gioco è stato più breve del previsto. “Quantum Race”, racconta Chiarello, è stato collaudato già in varie occasioni, come il festival della Scienza di Genova del 2011, a Lucca Comics & Games nel 2015, al Comicon di Napoli quest’anno ed in alcune scuole, mostrando come un gioco da tavolo “possa essere un utile aiuto per raccontare in modo divertente anche gli aspetti più strani della natura e della Scienza”. Ma non è stata l’unica esperienza. A “Quantum Race”, continua il ricercatore dell’Ifn-Cnr, “sono seguiti altri esempi, come ‘Lab-on-a-chip’, un gioco sulle nanobiotecnologie, o ‘Time Race’ che tocca la teoria della relatività“.
Partendo da questa esperienza, riferisce Chiarello, “è sorta una domanda: è possibile, oltre ad imparare giocando, anche imparare cimentandosi nell’inventare un nuovo gioco? In altre parole, l’esperienza di creazione di un gioco da tavolo originale può essere utile per immergersi in una tematica ed imparare cose nuove, anche complesse?“. E l’occasione per cercare una risposta è venuta dal progetto Europeo Photonics4All (G.A. nr 644606), nato con lo scopo di catturare l’attenzione sulla “rivoluzione della fotonica“. Alla competizione hanno partecipato in tutto 28 bellissimi giochi realizzati grazie al lavoro di più di 430 studenti di 16 città italiane, e, ammette Chiarello, “si rimane piacevolmente sorpresi dall’entusiasmo, dalla fantasia, dalla riflessione e dalla capacità di raccontare la luce dimostrate”.
Nella fase attuale della competizione sono stati selezionati i tre giochi finalisti: “Helioscape” che racconta la rocambolesca fuga dei fotoni dal nucleo del sole”, “Marama” che significa ‘luce’ in lingua Maori, e “Rainbow Race”, un colorato gioco sui fenomeni della luce. I tre giochi finalisti gareggeranno a Venezia, in occasione del Premio Archimede in calendario il 1 ottobre prossimo, il principale concorso italiano per inventori di giochi da tavolo. E c’è attesa per chi sarà il vincitore. Intanto si possono già guardare le foto di tutti i giochi sul sito www.fotonicaingioco.ite decidere per chi tifare.
