Come ogni anno con l’arrivo della primavera fra India, Bangladesh e gli altri stati dell’Asia meridionale, entra nel vivo la stagione del grande caldo, a seguito del passaggio del sole allo “Zenit” (quando i raggi solari perpendicolari sopra la linea dell’orizzonte nelle ore centrali del giorno). In molte città dell’India meridionale e centrale le medie delle temperature massime sono state sempre superiori ai +39°C +40°C all’ombra, cifre che spesso si associano ad alti indici di umidità relativa che contribuiscono a rendere ancora più soffocante la calura. Ma in questi ultimi giorni l’insopportabile cappa di afa, che comincia a formarsi sopra l’India centro-settentrionale, è stata ammorbidita dalla formazione dei primi forti temporali “termoconvettivi”, tipici nella stagione calda pre-monsonica, nelle aree più interne dell’India meridionale, centrale e orientale. L’accumulo di enormi quantità di aria molto calda e umida nei bassi strati, assieme all’intensa insolazione diurna e alla scarsa ventilazione (calme orizzontali) e alle infiltrazione in quota di aria più fredda e secca dall’altopiano tibetano, sono i fattori che hanno contribuito all’esplosione dell’attività convettiva nelle regioni interne dell’India orientale e del Bangladesh, dove nei giorni scorsi si sono formate le prime grosse “Cellule temporalesche” e i primi “Clusters” della fase pre-monsonica.

Buona parte delle vittime si sono registrati fra la capitale Dacca e nei distretti settentrionali di Rajshahi, Sirajganj e Pabna. Almeno 10 studenti che giocavano a calcio durante uno di questi temporali, nel quartiere Jatrabari di Dacca, sono stati colpiti da un fulmine. Due di loro, entrambi 20enni, sono stati dichiarati morti dopo l’arrivo in ospedale. Un piccolo pacchetto di sostegno finanziario è stato messo a disposizione delle famiglie delle vittime, che per lo più vivono in villaggi remoti.
Il fortissimo “gradiente igrometrico verticale” ha innescato un’area di convenzione molto profonda che ha agevolato lo sviluppo di “Clusters temporaleschi” davvero imponenti, con le loro sommità ghiacciate giunte fino ai limiti più meridionali della stratosfera, in ambiente molto freddo e secchissimo.
Purtroppo fenomeni temporaleschi cosi estremi sono tipici di questa stagione (alla fine del caldo pre-monsonico) fra l’India settentrionale, il versante meridionale dell’Himalaya e il Bangladesh.
Difatti, in questo particolare periodo dell’anno l’onda di calore che si forma sull’area indo-pakistana, a seguito del passaggio del sole allo “Zenit” lungo il tropico del Cancro, si estende anche nella media troposfera, dove troviamo masse d’aria molto calde e secche che tenderanno a stazionare sui medesimi territori fino alla seconda decade del mese di Giugno.
Questa intensa onda di calore semi/permanente fornirà anche una accentuazione dell’instabilità atmosferica, favorendo l’improvvisa formazione di violenti temporali di calore, fra il nord dell’India e il Bangladesh, accompagnati da tempeste elettriche, forti rovesci di pioggia e turbolenti colpi di vento.
A queste quote le incudini dei cumulonembi tendono ad essere spazzate dai violentissimi venti della “corrente a getto” (di solito provenienti da Ovest o O-SO) e si portando a notevole distanza dalla base dei cumulonembi, divergendo verso est e assumendo il tipico asse obliquo, ben identificabile dalle moviole satellitari, causando anche una importante perdita di aria (dalla sommità) sospinta dal “getto“ stesso.
Intanto l’intensa calura che si sta accumulando nei bassi strati favorirà lo sviluppo della profonda depressione termica (minimo barico al suolo sotto i 995 hpa), tra l’est del Pakistan e l’India settentrionale, che fungerà da richiamo all’umido “monsone di SO”, già attivo davanti le coste della Somalia, che nel periodo estivo, da Giugno a Settembre, dispensa intense precipitazioni su gran parte del sub-continente indiano, spesso enfatizzate dall’orografia (rilievi del Ghati e Himalaya).