“Per evitare le esondazioni dei fiumi Seveso e Lambro, la Giunta Maroni ha predisposto – per la prima volta in maniera tangibile – un piano d’intervento preciso e concreto. Un’azione che ha chiamato alle proprie responsabilità anche Governo e Comune di Milano. I progetti per la messa in sicurezza di Milano ora sono concreti, i fondi anche, ma bisogna purtroppo fare i conti con i tempi della burocrazia. Dalla decisione della realizzazione di un’opera all’apertura di un cantiere, se non si verificano intoppi, possono trascorrere anche tre anni“.
Lo dichiara l’assessora al Territorio, urbanistica e difesa del suolo di Regione Lombardia e presidente di Aipo (Agenzia Interregionale fiume Po) Viviana Beccalossi, intervenendo nel dibattito sul maltempo a Milano che ha provocato numerosi allagamenti dovuti soprattutto alla insufficienza della rete fognaria. Beccalossi ha poi ricordato il lungo iter che può caratterizzare l’avvio di un cantiere: sei mesi per un progetto preliminare, altrettanti per quello definitivo, cinque mesi per la Via (Valutazione impatto ambientale), ulteriori sei mesi per il progetto esecutivo, altri 6 mesi per le procedure di esproprio, bando e gara europea, a cui vanno poi aggiunti altri quattro mesi per l’aggiudicazione dei lavori e il loro inizio. “Il tutto – precisa l’assessora – se nel frattempo non intervengono comitati locali per impedire la realizzazione dell’opera“. Per quanto riguarda il Seveso è stato realizzato un piano basato su ‘aree di laminazione‘.

Sul fiume sono anche in corso lavori di manutenzione ordinaria per 670 mila euro. “Rivendico con forza – conclude Beccalossi- che in questi tre anni di lavoro siamo riusciti a sbloccare una situazione di stallo e che i lavori finalmente stanno per partire. In Italia, causa una burocrazia tentacolare, i nastri, come è recentemente avvenuto proprio a Milano per Piazza Gae Aulenti, li taglia chi in quel momento si trova a governare e troppo spesso ci si dimentica di chi ha dato l’impulso decisivo a iter lunghi e complessi“.