In oltre i due terzi dei pazienti oncologici in Italia si riscontra una perdita del peso corporeo e ”il 20-30% muore per gli effetti della malnutrizione”. Lo ha dichiarato Elisabetta Iannelli, segretario della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, in occasione della presentazione dell’VIII Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. Preoccupa, dunque, la scarsa attenzione rivolta alle esigenze nutrizionali dei malati: ”Alla base di questa situazione – rileva Iannelli – sta la scarsa consapevolezza, da parte del medico e del paziente, che il mantenimento di uno stato nutrizionale ottimale, durante e dopo le cure oncologiche, rappresenta un presupposto imprescindibile per il successo della terapia e per la restituzione alla vita attiva. Un circolo vizioso che si puo’ non solo contrastare, ma anche prevenire, stabilendo fin dall’inizio della cura un percorso parallelo e una sinergia tra oncologo e nutrizionista”.
Per questo, le Società scientifiche di oncologia medica e di nutrizione clinica svilupperanno una serie di iniziative che spaziano dalle campagne di comunicazione a corsi di formazione per oncologi. Inoltre, ”ancora oggi – denuncia il presidente Favo Francesco De Lorenzo – solo nel 10% del territorio nazionale esiste una legge specifica per la Nutrizione Artificiale Domiciliare (NAD), mentre in circa il 25% non e’ disponibile alcun strumento normativo che garantisca il sollecito avvio di questo trattamento”.
