Ogni anno 25mila europei muoiono a causa di infezioni da batteri resistenti. Il numero è dell’European Centers for Diseases Control, che ogni anno rende note le cifre del fenomeno. Per l’Italia, le stime sono tra le più alte del continente, con fino a 7mila persone colpite da infezioni nosocomiali. Per quanto riguarda gli enterobatteri carbapenemasi resistenti, l’Itala conferma il suo primato. Nel caso dell’Escherichia Coli, uno dei piu’ diffusi, il nostro paese aveva nel 2011 meno del 25% di, mentre ora e’ entrato nella fascia piu’ alta, quella tra il 25 e il 50%.
Per gli acinetobacter, una delle cause delle infezioni ospedaliere, siamo ormai sopra il 50%, mentre per il ‘famoso’ staffilococco aureo resistente alla meticillina (mrsa) siamo nella fascia 25-50%, battuti solo dalla Romania. Percentuali tra il 25 e il 50% si trovano anche per Klebsiella, una delle cause principali delle infezioni urinarie. A testimoniare un uso smodato di antibiotici è il rapporto della sorveglianza Esac-net dell’Unione Europea. Per quanto riguarda il consumo di antibiotici negli ospedali la media europea e’ sostanzialmente stabile a 2 dosi al giorno ogni mille abitanti. Anche in questo caso i piu’ virtuosi sono gli olandesi, con una dose al giorno, mentre i peggiori sono i finlandesi con 2,6, mentre l’Italia resta sopra la media europea con 2,2 e in generale, a parte l’eccezione finlandese, il sud Europa prevale nel consumo.
