Novel foods, l’Unione Europea regolamenta i “nuovi alimenti”: ci sono anche gli insetti

Molti consumatori vogliono di sperimentare cibi esotici con sapore e consistenza differenti. Fra i nuovi alimenti che più attirano ci sono insetti, larve, vermi, scorpioni, alghe. Cibi che in Occidente non vengono usati abitualmente, ma che secondo la FAO sfamano quotidianamente circa due miliardi di persone. L’importazione dai paesi extraeuropei di spezie, frutta, insetti, oli essenziali, ha posto il legislatore davanti all’esigenza di regolamentarne il commercio. Per questo è stata creata la figura dei “novel foods”.

I Novel foods o Nuovi Alimenti sono stati definiti per la prima volta con il Regolamento (CE) 258/97: sono “tutti quei prodotti e sostanze alimentari per i quali non è dimostrabile un consumo significativo all’interno dell’Unione Europea (UE) prima del 15 maggio 1997”, (data di entrata in vigore del regolamento medesimo). Sono alimenti realizzati con nuove tecnologie di produzione o cibi tradizionalmente consumati al di fuori dell’Unione Europea. Per il regolamento non è consentita la commercializzazione a livello comunitario di prodotti e sostanze alimentari nuove, anche se gli alimenti o ingredienti alimentari sono già in commercio al di fuori dell’UE, senza un’autorizzazione.

Lo scorso dicembre è stato pubblicato il nuovo regolamento UE (2015/2283) sui Nuovi Alimenti, che aggiorna e sostituisce la normativa precedente e rivede le categorie dei nuovi alimenti alla luce dei nuovi sviluppi scientifici e tecnologici avvenuti dopo il 1997.

Sono stati esclusi dal Regolamento “Novel food” gli alimenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati), enzimi, additivi e aromi, ma anche le vitamine e minerali, precedentemente contenuti, per essere disciplinati in modo specifico e autonomo con il regolamento (CE) 1829/2003.

Ci saranno inoltre categorie per gli alimenti ottenuti da microorganismi, funghi o alghe e per quelli  ottenuti da materiali di origine minerale.

I Novel food riguardano anche nanotecnologie e in via temporanea anche gli animali clonati destinati a scopi alimentari almeno finché non verrà predisposta una normativa a parte.

Una volta riconosciuti sicuri per l’alimentazione della popolazione europea, in seguito a valutazione del rischio da parte dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimeniare (EFSA), saranno registrati in un unico elenco europeo.