Le autorità russe hanno inusualmente reso noto l’importo di interventi di conservazione, per l’anno in corso, della salma di LENIN esposta, dall’anno della sua morte 92 anni fa, sulla Piazza Rossa, in una teca di vetro nel mausoleo che ogni tanto qualcuno, senza alcun seguito, dice di voler spostare. Il Servizio delle guardie federali su cui ricade la competenza per la zona intorno al Cremlino ha pubblicato, secondo la Pravda, una gara da 13 milioni di rubli (197mila dollari) per un'”opera per la conservazione medica e biologica del corpo di LENIN” da effettuare nel 2016, una rara eccezione per il lavoro, da sempre circondato dal massimo riserbo, del laboratorio ‘ad hoc’ che si occupa esclusivamente della conservazione della salma e che, nel momento di massimo splendore, fra gli anni cinquanta e ottanta, occupava fino a 200 scienziati e ora non più di cinque o sei, il cosiddetto ‘gruppo del mausoleo‘.

E’ da allora che lavorano a tempo pieno per la sua conservazione scienziati specializzati. La salma viene visitata a cadenza di giorni. E ogni 18 mesi viene trattata in un laboratorio proprio sotto il mausoleo, con anche l’inserimento tessuti estranei nel quadro di tecniche quasi biologiche originali. Non è dato sapere in che modo l’importo previsto dalla gara si sovrapponga o aggiunga a quello del mantenimento ordinario. Ma una cosa è certa, la ricerca è di punta. E almeno in un caso ha prodotto ricadute, con il brevetto nel 2002 di una tecnica non invasiva per la misura del colesterolo nei tessuti e la commercializzazione del test da parte di una compagnia farmaceutica canadese.