“In Italia ogni anno circa 30.000 bambini sono ricoverati in ospedale per traumi alla mano, con esiti che possono essere anche gravi, infatti la perdita della funzionalità di una mano o di un dito comporta una riduzione delle abilità, con possibili conseguenze su un lavoro futuro e sulle relazioni sociali. Si può cadere su un pavimento scivoloso o mentre si gioca nel parco, schiacciarsi le dita nel cassetto, ferirsi con un oggetto appuntito come un coltello o un compasso. La maggior parte degli infortuni alle mani dei bambini avviene a casa, durante il tempo libero, sui banchi di scuola, negli oratori o nelle sedi per le attività sportive e ricreative, tutti ambienti che pensiamo ‘protetti’ e che invece nascondono insidie per manine fragili“.

Un modello di comunicazione coinvolgente e attraente per le famiglie e i bambini stessi, con cui sono state fornite le linee guida comportamentali e di consapevolezza dei fattori di rischio per i 300 bambini in totale coinvolti nell’attività della ASLTO2, 50 per ognuna delle 6 scuole interessate. Al Centro di Chirurgia della Mano dell’Ospedale Maria Vittoria, centro di II livello (H24 – CUMI) è afferente una casistica di circa 1000 bambini con ferite, ustioni, schiacciamenti e morsi di animali trattati a livello ambulatoriale; per fortuna solo 20 hanno necessitato di intervento chirurgico e quindi ricovero ospedaliero (dati anno 2015). “La partecipazione dei nostri Specialisti a questa importante campagna nazionale evidenzia come il ruolo della medicina moderna non si esaurisca con la cura – commenta soddisfatto il Direttore Generale ASL TO 2, Dott. Valerio Fabio Alberti – ma svolga un ruolo fondamentale di formazione socio-culturale, ampliandosi alla tutela e promozione della salute. Solo riducendo le distanze cosiddette accademiche con i Cittadini si possono centrare obiettivi importanti per la responsabilizzazione individuale e per la diffusione di una cultura di cura del proprio stato di salute e di prevenzione sanitaria primaria. In tal senso noi ci impegniamo e curiamo con attenzione i rapporti dei nostri Ospedali con le realtà territoriali di riferimento“.
