Ogni anno nei reparti di medicina interna degli ospedali italiani si registrano oltre un milione di ricoveri. Il 90% di questi sono urgenti e riguardano pazienti destinati a ricoveri ripetuti. Sono i dati forniti dalla Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti, che saranno illustrati a Roma nel corso del XXI Congresso nazionale, in programma dal 14 al 17 maggio al Marriott Rome Park Hotel. Gli internisti “si trovano a dover affrontare – si legge in una nota Fadoi – continue emergenze con pazienti il più delle volte difficili e complessi. Un lavoro da medico in prima linea, a contatto diretto con il Pronto soccorso. Uno studio recentemente pubblicato su ‘Italian Journal of Medicine’, e che riprende i dati nazionali relativi al 2013, analizza le schede di dimissione ospedaliere (Sdo) e mette in evidenza che sul totale dei ricoveri per tutte le discipline (9.842.485), il 12% riguarda la medicina interna (1.186.274 pazienti). Estrapolando altre informazioni dalle Sdo, emerge che le prime dieci patologie diagnosticate sono, nell’ordine: insufficienza cardiaca, edema polmonare, polmonite, setticemia, ictus, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), anemie, insufficienza renale, attacco ischemico transitorio (Tia), cirrosi“.

Durante i quattro giorni congresso, inoltre, si parlerà anche della necessità di una sanità nazionale oltre che territoriale, di malattie rare sempre più diagnosticate proprio dai medici internisti, di nuovi farmaci per la cura della Bpco (quarta causa di morte in Europa e negli Usa) e delle malattie cardiovascolari. Ma anche di nuove terapie dell’epatite virale e delle più recenti acquisizioni nell’ambito del trattamento del diabete.