Spagna, ancora non è domato l’incendio di pneumatici: scuole chiuse da una settimana

È passata una settimana dallo scoppio di un incendio nella più grande discarica illegale di copertoni d’Europa, a Seseña, nei pressi di Madrid. L’incendio, ormai molto ridotto rispetto ai primi giorni, continua a divampare occupando diverse unità di pompieri.

L’incendio continua a provocare forti disagi per gli abitanti di Seseña, comune della provincia di Toledo più colpito dal disastro ambientale. Il fumo raggiunge spesso i quartieri situati nei pressi dell’ex mega-discarica (di cui oltre il 60% è andato distrutto) causando bruciore agli occhi e problemi di respirazione. Le scuole sono rimaste chiuse per quasi una settimana, riaperte soltanto mercoledì scorso e richiuse oggi, a causa delle condizioni meteo che favoriscono la permanenza del fumo al suolo.

L’incendio di copertoni alle porte di Madrid ha prodotto la scorsa settimana un disastro ambientale, con immissione nell’atmosfera di enormi quantità di fumo altamente tossico. I primi giorni la popolazione locale è stata evacuata per evitare problemi di salute. Ora bisognerà capire se il suolo nei dintorni della discarica è stato inquinato dalle particelle tossiche contenute nei fumi di combustione.

Hanno partecipato all’estinzione dell’incendio numerosi canadair, elicotteri e decine di unità di Bomberos, i Vigili del Fuoco spagnoli.

Quando le fiamme saranno del tutto domate bisognerà risalire alle responsabilità di questo rogo: da anni la discarica era sotto osservazione e si discuteva su un suo smaltimento, ma le lentezze burocratiche e il disinteresse delle amministrazioni hanno portato a rinvii su rinvii. Proprio quella lentezza è ora sotto accusa. Resta anche da definire chi abbia appiccato il fuoco, visto che la dinamica dolosa è l’ipotesi più probabile.