Il 19 maggio scorso, in Spagna, è stato fatto un nuovo passo avanti verso l’eliminazione degli spettacoli di tauromachia violenti. Dopo la proibizione delle corridas in Catalogna, stavolta è la Castiglia a modificare uno dei tornei più antichi e crudeli. Si tratta del Torneo del Toro de la Vega, che si tiene – secondo le testimonianze dal 1500 – in un piccolo centro della provincia di Valladolid, in Castiglia e Leon: Tordesillas.
Questo spettacolo, che si tiene in settembre, è stato modificato da una legge regionale entrata in vigore il 21 maggio scorso: il torneo potrà svolgersi ancora, ma il toro non potrà più essere ucciso in pubblico.
Da anni i movimenti animalisti avevano concentrato le loro proteste contro questo torneo, per la sua particolare violenza. Il torneo consiste infatti nella liberazione di un toro nelle strade del paese e nella sua persecuzione con lance. L’animale viene inseguito da fanti a cavallo che lo colpiscono ripetutamente, fino a ucciderlo. La vittoria va al fante che uccide l’animale, ma per regolamento deve farlo da cavallo e con una lancia.
L’evento, particolarmente violento, è stato al centro negli ultimi anni di una crescente critica da parte della società. Lo scorso anno, durante il Torneo de la Vega 2015, ci furono scontri fra movimenti animalisti e pro-torneo: una mega rissa che probabilmente ha inciso sulla decisione della giunta regionale.
Il Torneo del Toro de la Vega potrà tenersi ancora, ma d’ora in poi il toro non potrà essere colpito dalle lance e non potrà essere ucciso.
Ad approvare la legge regionale è stata la maggioranza del Partido Popular, partito conservatore solitamente a favore degli spettacoli di tauromachia. I partiti animalisti ora festeggiano, e spostano la loro attenzione su altre battaglie, per l’abolizione totale degli spettacoli in cui si infierisce su animali in Spagna.
I pro-torneo hanno mostrato invece tutta la loro contrarietà verso questa decisione.
