Il 6 maggio del 1976 il terremoto in Friuli devastò il territorio e, per chi abitava nei comuni maggiormente colpiti dal sisma, nulla fu più come prima. Molte vite cambiarono, mentre altre, quelle di quasi mille persone, finirono drammaticamente per sempre. Tanti i protagonisti che, nei mesi successivi, furono responsabili della ricostruzione. Uno in particolare, Giuseppe Zamberletti, fu colui che guidò e coordinò l’azione dei soccorsi, ricoprendo il ruolo di commissario straordinario che gli fu affidato da Aldo Moro, allora presidente del Consiglio.

In mezzo alla disperazione di un popolo, Zamberletti preferisce parlare dei ricordi più belli, quelli che riguardano la solidarietà dei friulani che misero a disposizione le proprie roulotte per soccorrere gli sfollati: “Di situazioni tragiche da raccontare ce ne furono a migliaia, meglio allora pensare a quelle belle. Quando restituimmo ai legittimi proprietari le roulotte che avevamo requisito dopo le scosse di settembre, i friulani che le avevano occupate lasciarono all’interno un mazzo di fiori per ringraziare. Un gesto semplice ma bello che testimonia il clima di quei mesi”. E, ancora, ride pensando alla vecchietta gli aveva regalato un tappeto con sopra ricamato il castello di Gemona, convinta del fatto che non sarebbe stato ricostruito e a cui Zamberletti aveva promesso il contrario, conscio però di mentire.
“Dopo 40 anni il castello e’ stato ricostruito. Avevo mentito, ma dopo tanti anni quella menzogna e’ diventata verità“, conclude soddisfatto del lavoro svolto da sindaci, volontari e tutti coloro che hanno contribuito alla ricostruzione dopo il terremoto del Friuli.