Sono ricordi strazianti quelli di chi ha vissuto la sera del 6 maggio 1976, quando la terra tremò e il terremoto in Friuli devastò le vite e le case di migliaia di persone. Ricordi che rimarranno indelebili nella mente di chi c’era e ha contribuito, nei mesi successivi, a riportare un barlume di normalità ad un popolo distrutto. Come Ivano Benvenuti, all’epoca del sisma sindaco del comune di Gemona, una delle città più colpite dalla tragedia, in cui vivevano 400 delle quasi 1000 vittime totali del disastro. “‘I cimiteri… Le bare allineate e accatastate in attesa di deporvi i cadaveri che le macerie restituivano… Sono i ricordi più tristi, laceranti, indelebili e devastanti di quell’esperienza”, afferma commosso. E continua: ”Ogni anno quando si avvicina la data del 6 maggio non posso non riandare a quei momenti – afferma – e quest’anno, alla ricorrenza dei 40 anni, il ricordo si fa ancora più intenso, duro, difficile”.

Oggi, a distanza di 40 anni dal terremoto del Friuli, resta la memoria di quella sera così infausta e il ricordo di chi non c’è più. “Nelle nostre piccole comunità’ ci conosciamo un po’ tutti. Ho perso molti amici…“, conclude commosso Benvenuti.