L’8 giugno 1783 in Islanda si verificò un evento naturale che avrebbe segnato per sempre la vita non solo dell’isola stessa, ma di tutto il nostro continente. Il vulcano Laki cominciò un eruzione che durò per 8 mesi, dunque fino al 7 febbraio 1784. Il flusso basaltico generato, secondo alcune stime, ammontò a 14 chilometri cubi di lava; le nubi di diossido di zolfo e di fluoro emesse nel corso dell’evento uccisero più del 50% del bestiame dell’isola, causando una carestia che a sua volta sterminò circa il 25% della popolazione islandese, più di 9000 persone.

L’eruzione del 1783, a sua volta, ebbe effetti catastrofici in Islanda. Il fluoro contaminò i pascoli, causando fluorosi ossea e dentale negli animali, e uccise più del 50% del bestiame dell’isola. Diversi abitanti furono avvelenati dal fluoro, ma la maggior parte delle vittime tra la popolazione, che fu ridotta del 25%, fu dovuta alla grave carestia che seguì alla morte del bestiame.