Quanti danni fa all’AMBIENTE o all’uomo un composto chimico? Lo predice ‘Qsarins’ (QSAR-INSubria), il software made in Varese. Il programma permette di identificare precocemente la pericolosità dei composti chimici ed è stato realizzato e testato nel corso dell’ultimo decennio dal gruppo di ricerca diretto da Paola Gramatica, ordinario di Chimica dell’AMBIENTE dell’università degli Studi dell’Insubria: l’Unità di ricerca Qsar in Chimica ambientale ed Ecotossicologia. Da due anni il software che parla italiano è stato messo a disposizione della comunità internazionale di esperti e sta riscuotendo successo: quasi 300 i ricercatori che lo hanno richiesto dal giugno 2014 e, dopo selezione delle richieste da parte di Gramatica, sono 220 le licenze gratuite concesse e già utilizzate da molti gruppi Qsar in vari Paesi del mondo.
Le pubblicazioni già a stampa, che citano l’utilizzo di Qsarins, sono ora oltre una cinquantina, e altre sono in corso di stampa, annunciano dall’ateneo. Il gruppo Qsar in Insubria ha studiato migliaia di composti chimici e l’intero database è oggi disponibile nel modulo ‘Qsarins-chem’ di Qsarins: comprende le strutture molecolari in conformazione tridimensionale, i dati sperimentali disponibili e modellati dal gruppo, oltre a numerosi modelli Qsar, sviluppati dal gruppo stesso. Questi modelli potranno essere applicati a composti già esistenti, ma per i quali non esistono dati sperimentali, per predire i dati mancanti, ma anche a composti non ancora sintetizzati per prevedere a priori la loro potenziale pericolosità. “Uno degli scopi della modellistica Qsar – spiega Gramatica – è quello di colmare l’enorme lacuna di informazioni che riguarda i composti chimici in uso, lacuna che porta a spiacevoli ‘scoperte’ di pericolosità di moltissimi composti troppo tardi, quando già gli effetti dannosi si sono manifestati nell’AMBIENTE e sull’uomo“.

Grazie a questo ‘lascito’ il Qsar insubre potrà proseguire con le ricerche di tanti gruppi in vari Paesi, “oltre che con quelle dell’Unità di ricerca insubre, che saranno auspicabilmente portate avanti dall’attuale ricercatrice Ester Papa“, segnala l’ateneo.