“Rammarico” per l’esito del referendum nel Regno Unito, definito “un momento spartiacque nella storia dell’Europa“. E’ quanto esprimono i sei Paesi fondatori della Ue che ora si “aspettano che il governo britannico faccia chiarezza e renda effettiva la decisione il prima possibile“. Con la Brexit, “l’Unione Europea perde non solo uno stato membro, ma un depositario di storia, tradizione ed esperienza“, si legge nella dichiarazione congiunta del gruppo di Roma, che riunisce i ministri degli Esteri di Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Olanda, dopo l’incontro di Berlino. Il risultato del referendum “crea una nuova situazione” e “quale conseguenza della decisione del popolo britannico, l’accordo raggiunto nel Consiglio europeo del 18-19 febbraio cessa di esistere“. I sei ministri degli Esteri ricordano che l’articolo 50 del Trattato dell’Unione Europea fornisce le indicazioni necessarie per una “separazione ordinata“. I membri fondatori della Ue si dicono “pronti a lavorare insieme alle istituzioni quando avranno inizio i negoziati per definire e chiarire i futuri rapporti tra la Ue e il Regno Unito“. “Rimaniamo con la ferma convinzione che l’Unione Europea – prosegue la dichiarazione congiunta – fornisca una cornice storicamente unica e indispensabile per la ricerca della libertà, della prosperità e della sicurezza in Europa, per forgiare relazioni pacifiche e reciprocamente vantaggiose tra i popoli e per contribuire alla pace e alla stabilità nel mondo“. “Dalla sua creazione nel 1957 da parte dei sei Membri fondatori – continua la dichiarazione congiunta – la Ue ha percorso una lunga strada di successo. Ha riunito l’Europa occidentale e quella orientale e ha consentito il più lungo periodo di pace nel nostro continente nei tempi moderni. Inoltre, è stata una forza trainante nell’avvicinare i popoli d’Europa e in tal modo ha mantenuto la promessa verso la quale ci eravamo impegnati nei trattati: creare un’unione ancora più stretta tra i popoli d’Europa. Continueremo a lavorare per un’Unione europea a 27 ancora più forte e più coesa, fondata sui valori comuni e lo stato di diritto“, affermano i sei ministri degli Esteri. “E’ a tal fine che riconosceremo anche diversi livelli di ambizione tra gli Stati Membri riguardo al progetto di integrazione europea. Pur non arretrando da ciò che abbiamo raggiunto, dobbiamo trovare modi migliori per affrontare questi diversi livelli di ambizione, per assicurare che l’Europa soddisfi meglio le aspettative di tutti i cittadini europei“, proseguono i sei ministri che riaffermano “l’impegno comune verso l’Unione Europea“.
