La scommessa legata ad un nuovo tipo di turismo, quello dei cammini e alla mobilità dolce rappresenta uno dei pilastri ‘green’ individuati da Legambiente insieme alla rigenerazione del patrimonio edilizio e al recupero del patrimonio boschivo e delle aree agricole, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente. Legambiente infatti sottolinea che in Italia ci sono circa 7mila chilometri tra cammini naturalistici, religiosi e storici che, se messi a sistema, possono davvero aiutare i piccoli comuni. L’esempio arriva dalla via Francigena, l’antica via della fede da Roma da Canterbury a Roma. In Toscana, dove è stato sviluppato un masterplan su questo itinerario, la via significa ad esempio il 13% del flusso turistico. C’è poi chi come il piccole comune di Jelsi, in provincia di Campobasso ha realizzato la prima “Casa del Pellegrino“, luogo di sosta e di ristoro per tutti i viandanti che percorrono la Via Micaelica lungo la quale di trova il paesino. Altro pilastro green è il recupero del patrimonio boschivo e delle aree agricole abbondate. Nel nostro paese la superficie forestale ha raggiunto i 10,9 milioni di ettari ed è cresciuta di quasi il 6% rispetto al 2005. Negli ultimi trent’anni i boschi hanno conquistato oltre 3 milioni di ettari e oggi coprono un terzo della nostra penisola. Qui viene utilizzato solo il 30% della nuova superficie boschiva che cresce ogni anno, contro il 60%-90% dell’Europa. Inoltre, nonostante l’industria italiana del legno sia la prima in Europa e gli arredamenti del made in Italy siano apprezzati in tutto il mondo, siamo il primo importatore al mondo di legna da ardere, di pellet e cippato, con una spesa che si aggira intorno ad un miliardo di euro. Un punto di partenza per contrastare l’avanzata del bosco, dovrebbe essere la valorizzazione del patrimonio forestale pubblico, considerato che in Italia il 32,4% dei boschi è di proprietà dello Stato, delle regioni e dei comuni. Un esempio importante è quello della cooperativa di comunità I briganti del Cerreto, nata a Cerreto d’Alpi, piccola frazione del comune di Ventasso (Re), che tra le diverse attività si occupa ad esempio anche del recupero dei castagneti: dalla manutenzione alla lavorazione della castagna.
Infine, non meno importante, è il recupero delle case vuote e degli edifici storici, e l’utilizzo delle fonti rinnovabili. 
