Sempre più giovani e sempre più specializzati: sono i nuovi 007 italiani, che vanno a rinnovare i ranghi dei servizi di sicurezza portando con sé competenze molto richieste per affrontare una minaccia sempre più multiforme e variegata. Sono più di 30 i nuovi agenti reclutati in questi ultimi mesi dai servizi di informazione, molti dei quali esperti nei settori della cybersecurity. Numerosi i nuovi 007 che hanno potuto far valere conoscenze linguistiche particolarmente utili in questa fase storica, come il Farsi, il Cinese, l’Arabo. Decisivi per l’apertura all’esterno del mondo dell’Intelligence si sono rivelati i frequenti roadshow nelle università italiane organizzati per incontrare gli studenti ed anche il nuovo sito degli 007 italiani.

“La formazione di chi prova a entrare -rileva il sito ‘Ofcs Report, portale specializzato nei temi della sicurezza- è il requisito più importante. L’apertura al mondo universitario si occupa proprio di questo: aumentare il livello di competenza dei nuovi agenti. E se i giovani sembrano aprirsi al mondo delle spie, il lavoro dello 007 non dispiace nemmeno ai loro genitori. Un rapporto Eurispes del 2015, su un campione di 1.162 intervistati, individua un 36,3% di genitori che approverebbe la scelta del figlio di diventare agente segreto, a fronte del 16,9% che la accetterebbe con riserva e del 12,6% che non sarebbe d’accordo con la decisione”. “Dallo stesso istituto di rilevazione arriva un numero che dà ragione all’idea di aprirsi al pubblico: il 65% degli italiani ha fiducia nei servizi segreti, un dato in crescita di due punti rispetto all’anno scorso”. Il percorso di ‘apertura al pubblico’ dei servizi “ha messo le sue radici fin nelle scuole primarie. Grazie a una collaborazione con il Miur, il Dis, Dipartimento per le Informazioni sulla Sicurezza, ha premiato lo scorso anno tre scuole elementari, da Nord a Sud, nell’ambito del concorso ‘Disegna l’Intelligence'”. (Adnkronos)
