Il 16 giugno la virologa Ilaria Capua lascerà l’Italia per partire alla volta degli Stati Uniti dove dirigerà il centro di eccellenza dell’Università della Florida. “E’ quello che ho sempre voluto fare e che avrei voluto realizzare in Italia“, dice Ilaria Capua all’ANSA. La virologa si riferisce proprio al progetto della Torre della Ricerca che dopo lo stop decise di prendersi un anno sabbatico per entrare in politica. Grazie ai tre anni di vita parlamentare, osserva, ora si sente “uno scienziato arricchito dall’esperienza della politica: e’ come se avessi imparato un’altra lingua, una lingua difficile come il cinese“. Nel 2014, la virologa finì tra i 41 indagati di un’inchiesta della Procura di Roma su illeciti e omissioni. “Non ho preoccupazioni per la sostanza di questa vicenda giudiziaria – osserva -. Me ne vado con la consapevolezza che purtroppo in questo Paese si lasciano troppe cose al caso“. Nonostante tutto, “non mi sento di dire che la delusione e’ il sentimento piu’ forte che provo: e’ piu’ forte la voglia di rimettermi in gioco all’eta’ di 50 anni. Di certo sono stata attaccata e ferita, ma poi ho avuto la forza di capire che bisogna guardare in avanti“. Per Capua non puo’ fare a meno di osservare che “in Italia si chiudono le porte dopo che i buoi sono scappati. Mi dispiace – aggiunge – che ci si ricordi della scienza e delle persone di scienza solo dopo che sono state bistrattate“. Non si sente pero’ un cervello in fuga: “Il mio e’ un arrivederci: in un mondo globalizzato, non ha troppa importanza dove si lavora“. Il suo saluto speciale e’ per i giovani ricercatori: “Invito a cercarmi i giovani talentuosi italiani, che hanno voglia di intraprendere una carriera al di la’ dell’oceano, anche per un periodo: saro’ a loro disposizione se avranno bisogno di me“. Quanto all’Italia, conclude, “molte cose che faro’ riguarderanno comunque l’Europa, e avro’ sempre un occhio di riguardo per il mio Paese“.
