In Italia colpisce una persona su 10, soprattutto le donne (3 volte più degli uomini) e tra i 20 e i 50 anni. Costa in media 1.700 euro all’anno a paziente, e tra le sue cause principali non c’è solo lo stress. E’ la sindrome dell’intestino irritabile (Ibs), meglio conosciuta come colite spastica, di cui è affetto ormai il 15% della popolazione mondiale. A parlare degli ultimi studi, delle terapie e dei nuovi farmaci per curare la patologia sono stati alcuni fra i principali specialisti del settore, riuniti a Bologna per il simposio ‘Nuove prospettive per migliorare la gestione clinica del paziente con Ibs‘, anticipazione del Congresso internazionale ‘Ibs Days’ in programma dall’8 al 10 giugno sotto le Due Torri.

Dei costi diretti, 485 euro l’anno (il 34% del totale) sono “a carico esclusivo del paziente, che deve sostenere autonomamente i costi per le terapie a causa del mancato rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale“. Un recente studio europeo ha rilevato che in Italia più del 75% dei pazienti con Ibs con stipsi assume un farmaco Otc (tra i più comuni ci sono pre/probiotici, lassativi e preparati a base di fibre). Un comportamento terapeutico che, per gli esperti, “potrebbe essere imputabile anche al fatto che nel nostro Paese le soluzioni su prescrizione medica non sono rimborsate, rappresentando dunque un costo a carico del paziente“. Alcune multinazionali farmaceutiche stanno dunque lavorando per “ottenere la rimborsabilità di alcuni medicinali per la cura dell’Ibs con stipsi“, evidenzia a margine del simposio Paul Reynolds, Senior Marketing Director, GI Brands – International Strategic Marketing – Speciality Care di Allergan International. Sul fronte della diagnosi e delle terapie, numerose sono le novità in campo. “E’ un momento storico per l’Ibs – conclude Barbara – Ci sono farmaci di comprovata efficacia come la rifaximina, modulatore del microbiota intestinale, o la linaclotide che combina un effetto analgesico sul dolore con un miglioramento della stipsi. Nuovi prodotti sono in arrivo anche per i pazienti con diarrea“. “Il nostro impegno nell’area delle malattie gastrointestinali si rafforza ulteriormente con linaclotide – dichiara Nicola Di Menna, amministratore selegato di Allergan Spa – opzione terapeutica resa disponibile per i pazienti con sindrome dell’intestino irritabile con stipsi. Riteniamo importante che i medici abbiano a disposizione un unico trattamento per agire rapidamente e fornire le cure necessarie a questi pazienti. Allergan vuole stringere una collaborazione duratura con gli specialisti del settore, con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’accesso alle cure dei pazienti, agevolando al tempo stesso la pratica clinica degli specialisti”.