Libertà, divertimento e appagamento: queste tre delle parole chiave per definire cosa prova chi pratica il paracadutismo, sport che si sta pian piano espandendo e attira un numero sempre crescente di ammiratori e praticanti. Non esistono numeri precisi, ma le scuole si moltiplicano e gli appassionati si stimano in migliaia. Curiosità: tra loro ci sono anche tante donne. “Ma lo praticano di più al nord, man mano che si scende lungo lo Stivale il numero di sportive in rosa diminuisce drasticamente“, dice all’Adnkronos Alessandro Di Giacomo, istruttore di paracadutismo a Roma. “Paura o differenza culturale, non so perché“, aggiunge Di Giacomo, ma “è così“. A rendere sempre più trasversale questo sport è anche il volo in ‘tandem’, ossia imbragato a un istruttore, che rende possibile sperimentare anche a chi non ha una particolare preparazione l’emozione dei 12 minuti in aereo e del ‘salto’ da 4200 metri. Il tutto a un prezzo ‘ragionevole’ (tra i 150 e i 200 euro), tanto che spesso il tandem viene proposto come idea regalo: un modo originale per sperimentare un’emozione positiva. “Saltare è decisamente appagante – spiega Di Giacomo – lanciarsi fa scatenare le endorfine che ci fanno stare bene, ci fanno sentire soddisfatti. Certo, i rischi ci sono e bisogna sempre controllare tutto e attenersi strettamente alle norme di sicurezza. Nei lanci, ad esempio, i paracadute, proprio per sicurezza, sono due. Il paracadutismo è uno sport bellissimo, lo si deve provare per capire. Io lo pratico da 35 anni e non smetterei mai ma va praticato con senso di responsabilità“. In realtà il paracadutismo nasce per scopi militari, per il lancio di soldati in zone impervie, dove gli aerei non potevano atterrare, oppure in aree dove compiere atti di sabotaggio dietro le linee nemiche.

