In Italia ogni anno oltre 550 mila bambini e adolescenti sono punti da api, vespe e calabroni, e circa il 5% ha una reazione allergica che può essere lieve o grave. Si va dalle lesioni locali estese con manifestazioni orticaroidi diffuse che possono persistere per diversi giorni, a quelle sistemiche a esordio più rapido, che possono coinvolgere oltre al distretto cutaneo quelli gastrico, respiratorio e cardiocircolatorio con vari gradi di gravità. Fino ad arrivare a uno shock anafilattico che mette a rischio la vita del paziente, ma che statisticamente riguarda solo l’1% dei casi. Sono i dati che arrivano dal Congresso della Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip), al via oggi a Palermo.
L’immunoterapia è un salvavita nei casi più gravi, sottolineano gli esperti che in vista dell’estate – la stagione più a rischio – propongono un decalogo per ridurre i rischi:
1) Evitare di indossare abiti larghi e di colore nero o molto vivace, preferire il bianco; 2) Evitare di usare profumi, preferire shampo e creme solari inodori; 3) Evitare di camminare scalzi nei prati; 4) Evitare di avvicinarsi a fiori molto profumati o frutta matura; 5) Evitare di lasciare cibi e bevande esposti se si mangia all’aperto, e non bere bibite zuccherate direttamente dalla lattina nella quale gli insetti potrebbero entrare; 6) Fare particolare attenzione se si spostano ceppi perché le vespe nidificano spesso nelle immediate vicinanze; 7) Evitare di viaggiare in auto con i finestrini aperti; 8) Applicare le zanzariere alle finestre; 9) Tenere ben chiuse le pattumiere; 10) Rimanere calmi ed evitare di agitarsi in presenza di imenotteri, ma allontanarsi piano piano.
“E’ molto importante distinguere le reazioni allergiche vere e proprie dalle più banali manifestazioni di ipersensibilità cutanea – spiega la presidente della Siaip, Marzia Duse – Non tutte le reazioni irritative sottintendono il rischio di una possibile futura risposta anafilattica, che per fortuna resta un evento raro soprattutto tra bambini“.

La stagione più a rischio è quella estiva, in cui è più frequente l’esposizione a questi insetti che sciamano negli ambienti per procurarsi cibo e vengono a contatto con i bambini nei parchi e nei giardini. Inoltre, nella stagione calda è più frequente praticare attività fisica all’aperto e indossare abiti che lasciano scoperte zone del corpo più ampie.
(Adnkronos)