Salvataggio in Antartide: partito un aereo verso la base statunitense, l’incidente è l’ipotesi più probabile

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Ha lasciato la base britannica Rothera, sulla penisola antartica, l’aereo Twin Otter impegnato nella missione di soccorso di un membro della base americana Amundsen-Scott South Pole. Grazie ad una finestra di tempo favorevole per lasciare la base britannica alle 14,00 italiane e l’arrivo nella base Usa, che si trova a 2.400 chilometri da quella britannica, è previsto alle 23 italiane, dopo 11 ore di viaggio. A dichiararlo all’ANSA è stato Peter West, portavoce della National Science Foundation (Nsf), che gestisce la base Amundsen Scott. L’altro aereo Twin Otter rimane invece a Rothera, come supporto.

Un incidente è al momento l’ipotesi più probabile del problema che ha reso necessaria la missione di salvataggio in Antartide, nella base americana Amundsen Scott, nel periodo piu’ difficile e rischio dell’inverno, con temperature proibitive, venti forti e buio. Non si può comunque escludere nemmeno un problema di tipo psicologico. L’organizzazione statunitense che gestisce la base Usa, la National Science Foundation, mantiene il piu’ assoluto riserbo sulla natura del problema, che sembra riguardare almeno due membri del personale logistico.

Prima di partire per una missione in Antartide, tutto il personale viene sottoposto a un controllo molto rigoroso e nessuno può partire se emergono problemi fisici o psicologici“, ha detto all’ANSA Antonietta Ravesan, chirurgo in servizio nella base italo-francese Concordia nell’inverno 2014-2015 e oggi in servizio nell’ospedale di Adria (Rovigo). I controlli dei quali parla sono quelli previsti dal Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra) gestito da Enea e Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e analoghi a quelli previsti nelle altre basi del continente bianco. “Per richiedere una missione di soccorso in pieno inverno, deve essere accaduto un problema di gravita’ estrema“, ha rilevato. Scartata l’ipotesi di un’infezione (“i germi non possono sopravvivere a temperature cosi’ basse”) e quella di una grave intossicazione, che si puo’ comunque risolvere nella base, l’unico problema grave che possa aver coinvolto almeno due persone è un incidente, come un trauma che ha provocato una frattura importante, o forse un’ustione grave. Non si può escludere, infine, nemmeno la possibilita’ di un problema psicologico, considerando le dure condizioni di isolamento nelle quali si vive in una base antartica durante l’inverno