Voragine Firenze lungarno, esito satelliti: nessuna frana precedente

Il crollo di lungarno Torrigiani a Firenzenon è ascrivibile a frane o processi di deterioramento di strutture o materiali in corso da tempo” prima del disastro, che è avvenuto il 25 maggio. E’ quanto emerso, spiega il professor Nicola Casagli dell’università di Firenze, dall’analisi completa delle immagini scattate dall’anno 2014 al giorno del disastro, da due satelliti orbitanti anche su Firenze, il Terra Sar X, dell’Agenzia spaziale tedesca Dlr, e Sentinel, dell’Agenzia spaziale europea (Esa). Le indagini sul materiale raccolto dai satelliti, aveva anticipato ieri lo scienziato fornendo i primi riscontri, è ora stata completata.

Fino al 14 maggio nell’area risulta tutto fermo, persino i lampioni – ha spiegato Casagli -. Non si registrano movimenti di sorta. Poi abbiamo un’immagine delle 7.28 del 25 maggio, cioè a crollo avvenuto, in cui non è più analizzabile niente: la rilevabilità dell’area risulta irrimediabilmente compromessa dalla voragine che si e’ venuta a creare“. Secondo Casagli, dunque, “se c’era una frana lenta o un processo di deterioramento di strutture o materiali in corso, tutto questo sarebbe stato registrato nella sequenza di immagini raccolte dai satelliti. Invece, al 14 maggio, non risulta nulla di tutto ciò“.

Nel corso delle indagini, è stata presa in considerazione anche l’ipotesi di erosione dal letto del fiume, ma dice Casagli, “è poi stata esclusa, in seguito alla scansione sonar dell’area subacquea, effettuata da un team del dipartimento universitario di ingegneria civile che ha dato esito negativo“. Il lavoro del Dipartimento di Scienze della terra non può ancora dirsi completato. “Adesso stiamo valutando anche le immagini di Cosmoskymed dell’Asi (Agenzia spaziale italiana), costellazione di satelliti radar ad altissima precisione: la loro ultima acquisizione di dati e’ avvenuta il 16 maggio“, spiega ancora lo studioso. Che aggiunge pero’ di non aspettarsi “particolari novità” da quest’ultima parte della ricerca.