Ambiente: Goletta Verde boccia la Sicilia, 17 “buchi neri” della depurazione

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La mancata depurazione continua a essere una delle maggiori minacce del mare della Sicilia. A lanciare l’allarme è Legambiente che con la sua Goletta Verde ha monitorato 26 punti del mare siciliano e “ben 17 presentavano cariche batteriche elevate, anche più del doppio dei limiti imposti dalla normativa”. Il giudizio sul mare siciliano è dunque di “fortemente inquinato” e nel mirino ci sono sempre gli scarichi di depuratori che “evidentemente” continuano a non funzionare a dovere, canali, foci di fiumi e torrenti. I risultati del monitoraggio svolto dall’equipe tecnica di Goletta Verde sono stati presentati oggi al Circolo Canottieri di Palermo. “Rispetto ai 17 punti che abbiamo giudicato fortemente inquinati – spiega Mariateresa Imparato, portavoce di Goletta Verde – in ben dieci casi ci troviamo in prossimità di luoghi che registrano un’affluenza media di bagnanti e in alcuni casi addirittura alta, nonostante in alcuni casi ci siano anche i cartelli di divieto di balneazione“. Una situazione, sottolinea Legambiente, non più tollerabile e che rischia di compromettere non solo le bellezze naturali di questa regione ma la stessa economia turistica. Per Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, “sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità del mare e delle coste, si gioca una scommessa che la Sicilia deve assolutamente vincere se si vuole garantire un reale futuro ai nostri territori. Il paradosso è che sul fronte della depurazione i fondi erano disponibili, ma non si è stati in grado fino ad ora a spenderli. E’ tempo che il governo regionale affronti finalmente questa emergenza con determinazione e costanza“. Guardando nel dettaglio i campionamenti eseguiti da Goletta Verde fra il 4 e l’8 luglio di quest’anno, in punti scelti in base alle segnalazioni dei circoli di Legambiente ma anche degli stessi cittadini, la provincia di Palermo fa registare livelli di “fortemente inquinato” in otto dei 10 punti monitorati. Si tratta della spiaggia tra la Capitaneria e il vecchio oleificio al porto di Termini Imerese; al piano Stenditore a Santa Flavia; alla Bandita di Palermo; alla foce Nocella, in contrada San Cataldo, tra Terrasini e Trappeto; allo scarico fognatura di Terrasini, nei pressi della diga foranea del porto; allo sbocco dello scarico di fronte corso Mattarella a Villa Grazia di Carini; allo sbocco del depuratore presso la foce del torrente Chiachea, sempre a Carini e alla foce del torrente Pinto a Trappeto. In provincia di Messina è risultato fortemente inquinato il prelievo effettuato alla foce del torrente (o Patrì) in località Cantone, così come il campionamento effettuato alla foce del fiume Alcantara, in località San Marco, che segna il confine tra le province di Messina e Catania. Bollino rosso nel catanese per il campionamento allo sbocco dello scarico fognario all’inizio del lungomare Galatea e a Siracusa alla foce del canale Grimaldi, al Porto Grande. Due campionamenti ‘fortemente inquinati’ anche in provincia di Trapani: alla foce del canale nei pressi dello scarico del depuratore nella frazione di Marinella di Selinunte a Castelvetrano e alla foce del fiume Delia a Mazara del Vallo. A Gela (provincia di Caltanissetta) fortemente inquinato il prelievo alla foce del fiume Gattano, in località Macchitella, e due punti non hanno superato l’esame in provincia di Agrigento, la spiaggia a valle del depuratore a Licata e alla foce del torrente Canzalamone a Sciacca.