La combustione del carbone non solo produce gravissimi effetti nocivi sulla salute delle persone, ma costituisce anche la maggiore minaccia per il clima del pianeta a causa delle ingenti emissioni di gas serra. Il nuovo rapporto pubblicato da Health and Environment Alliance (Heal), Climate Action Network Europe (Can), Wwf e Sandbag mostra quanto pesino le emissioni di CO2 degli impianti a carbone in Europa e stila la lista dei peggiori 30 nella quale figurano due impianti italiani che si collocano rispettivamente all’ottavo e al dodicesimo posto. Si tratta della centrale Federico II di Brindisi (in Puglia) e della centrale di Torrevaldaliga Nord (nel Lazio).
Il WWF ricorda che in Italia esiste ancora una decina di impianti a carbone attivi che forniscono circa il 13% del fabbisogno elettrico nazionale ma che pesano per quasi il 40% sulle emissioni di CO2. “Il rapporto dimostra che un completo abbandono del carbone è una questione europea che riguarda tutti, e come tale dovrebbe essere uno degli obiettivi d’azione dell’Ue“, ha commentato la responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia, che spiega: “Gli effetti devastanti del carbone sul Clima e sulla salute di tutti gli europei dimostrano che tutti i paesi della Ue hanno l’interesse comune a lavorare insieme per venirne fuori il più presto possibile. Ma c’è di più: le analisi dimostrano che l’inquinamento derivante dalle centrali a carbone non riguarda solo gli abitanti delle zone limitrofe, quindi deve diventare anche priorità nazionale, non solo locale – conclude la Midulla -. Dopo l’accordo di Parigi sul Clima, i leader dell’Ue hanno un’ancor maggiore responsabilità di aumentare drasticamente gli sforzi per chiudere tutte le centrali a carbone e di passare rapidamente al 100% di energia rinnovabile“.
