Juno raggiunge Giove dopo un viaggio durato cinque anni. La sonda della NASA è il primo veicolo spaziale giunto più vicino al pianeta più grande e ‘tempestoso’ del Sistema Solare. L’arrivo è avvenuto quando gli Stati Uniti stavano ancora festeggiando il 4 luglio (in Italia erano le 5,35 del mattino) e per l’amministratore capo della Nasa, Charles Bolden è stato il modo migliore per festeggiarlo. “Con Juno – ha detto – studieremo gli aspetti sconosciuti dell’intensa fascia di radiazioni di Giove per ‘scavare’ nel cuore del pianeta e per capire come si e’ formato e come si e’ evoluto il nostro Sistema Solare“.

Lanciata il 5 agosto 2011, Juno (JUpiterNear-polarOrbiter) è stata realizzata dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della NASA. Il suo ‘cuore’ scientifico cosi’ come il suo sistema di navigazione sono italiani, grazie al contributo di enti di ricerca come l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e a quello dell’industria, con Leonardo-Finmeccanica e Thales Alenia Space. Dopo aver percorso quasi tre miliardi di chilometri, per la manovra di ingresso nell’orbita di Giove la sonda ha acceso il motore principale per 35 minuti e 2 secondi, in modo da raggiungere la posizione prevista.