Nella storia della medicina i vaccini rappresentano una delle piu’ grandi vittorie sulle malattie e sono tra i presidi piu’ efficaci mai resi disponibili per l’uomo. La prevenzione e la scomparsa di malattie infettive, in passato tra i piu’ terribili flagelli dell’umanita’, costituiscono un successo senza pari e, senza dubbio, il piu’ gran numero di vite salvate grazie alla scienza medica. Ed e’ forse la scomparsa del confronto quotidiano con le conseguenze mortali o invalidanti di tante malattie, dovuta alla scoperta dei vaccini e delle terapie antibiotiche, che ha indotto la cittadinanza a credere che il successo sulle malattie infettive fosse definitivo. Statistiche raccolte negli USA dimostrano che le vaccinazioni hanno ridotto di piu’ del 99% molte gravi malattie: del 100% polio paralitica, difterite e vaiolo, del 99% rosolia, rosolia congenita, morbillo, del 95% parotite, del 92% tetano e pertosse.
Solo riferendosi a 7 dei 12 vaccini raccomandati sono state prevenute 33000 morti e 14 milioni di casi malattia per ogni coorte di nuovi nati, con un enorme risparmio anche in termini di costi. Ricordiamo altresi’ gli episodi epidemici di difterite in Russia, nelle repubbliche ex sovietiche, in Belgio e in Germania, di polio in Siria e in Olanda in comunita’ religiose che rifiutano le vaccinazioni, i casi di morbillo in California, i tanti Paesi in cui sono endemiche patologie scomparse laddove si e’ vaccinato in quantita’ sufficiente; a causa di questi episodi non si e’ potuto raggiungere l’obiettivo della scomparsa globale di malattie gravissime che anzi sono ricomparse col loro carico di mortalita’.

Occorre muoversi non solo sul piano del richiamo ai risultati veri e concreti della medicina ma anche rivolgersi all’immaginario collettivo per superare l’endemico disinteresse per la scienza che, per inciso, si manifesta anche con il sottofinanziamento della ricerca, con la fuga dei cervelli e con il successo di improvvisati guaritori. La Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri propone: 1- di intensificare la campagna per l’adesione del personale sanitario alla vaccinazione; 2- di intensificare le campagne per valorizzare il ruolo del medico nella promozione delle vaccinazioni; 3- di riconfermare l’obbligo dei medici di collaborare all’attuazione dei provvedimenti di sanita’ pubblica; 4- di migliorare la comunicazione in ambito vaccinale nei confronti dei cittadini-utenti per favorire la partecipazione attiva e consapevole della popolazione ai programmi vaccinali; 5- di garantire l’omogeneita’ delle campagne vaccinali a livello nazionale; 6- di dare il massimo impulso alla vaccinazione nei primi mesi di vita al fine di prevenire patologie potenzialmente gravissime e di assicurare un efficiente sistema di avviso e di richiamo degli appuntamenti vaccinali per diminuire i casi di incompleta vaccinazione; 7- di sostenere tutte le normative regionali e nazionali tendenti a riaffermare la necessita’ della vaccinazione, attraverso provvedimenti che accertino validamente il dissenso dei genitori, l’assunzione di responsabilita’ rispetto ai rischi dei figli, la impossibilita’ dei figli a frequentare la scuola durante i periodi epidemici, la non iscrivibilita’ all’asilo nido, ed eventualmente l’assicurazione contro danni da mancata vaccinazione; 8- di chiamare, al raggiungimento della maggiore eta’, i soggetti non vaccinati per illustrare la loro situazione immunitaria e raccogliere il loro orientamento decisionale; 9- di sollecitare lo Stato e le Aziende produttrici di vaccini a dare il massimo supporto alla ricerca; 10- di sollecitare il Governo all’adozione di provvedimenti sulla estensione delle vaccinazioni a chiunque sia presente sul territorio nazionale e sulla predisposizione di linee guida per le campagne vaccinali attraverso i mass media; 11- di favorire il superamento dell’evidente disallineamento tra scienza e diritto, auspicando che i magistrati intervengano in tema di salute recependo nelle loro sentenze la metodologia della evidenza scientifica; 12- di sollecitare, di fronte al possibile ripetersi di sentenze che stabiliscono per giurisprudenza la correlazione tra vaccini e autismo fondate su singole attestazioni mediche, il Ministero della Salute e le autorita’ competenti a presentarsi in giudizio in collaborazione con il Pubblico Ministero e ad impugnare siffatti provvedimenti con effetto immediato fin dal primo grado di giudizio; 13- di favorire un’alleanza con i cittadini e i decisori pubblici per gestire correttamente il sovraccarico di informazioni fuorvianti, distorte o illusorie o in mala fede presenti su internet e di preparare consiglieri scientifici dei politici e dei mass media tali da riportare il dibattito nei limiti della correttezza metodologica; 14- di formare ricercatori e medici alla divulgazione scientifica, onde migliorare le basi cognitive con cui i cittadini affrontano le notizie scientifiche; 15- di uniformare gli standard delle strutture pubbliche per la somministrazione vaccinale e di fornire periodiche valutazioni epidemiologiche inerenti le malattie prevenibili mediante vaccinazione.
Solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario, il medico puo’ sconsigliare un intervento vaccinale. Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica. I medici ricordano che secondo la Costituzione della Repubblica la tutela della salute dell’individuo rappresenta un interesse della collettivita’. Tale imperativo costituzionale si attaglia ai vaccini che, proteggendo il singolo dalla possibile comparsa di gravi malattie, tutelano la comunita’ attraverso il cosiddetto effetto gregge, che si realizza quando una percentuale variabile tra l’85% e il 96%, a seconda della contagiosita’ della malattia, induce una riduzione fino alla cessazione della circolazione degli agenti patogeni. Questi concetti della medicina moderna, che hanno salvato centinaia di milioni di vite umane, non possono essere trascurati. E’ compito della Professione ricordarli ai medici, ai decisori politici e ai cittadini tutti. Lo stato di salute della popolazione non e’ un dato definitivamente acquisito ma deve essere continuamente presidiato e difeso e cio’ vale per ogni attentato che si voglia portare all’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale.
